Articoli

trofeo footgolf LNF

Footgolf al Riviera Golf, vuoi sapere com’è andata?

Nella soleggiata cornice del Riviera Golf si è svolto – nelle giornate del 27 e 28 maggio – il Terzo Torneo Lega Championship dell’LNF Tour organizzato dalla Lega Nazionale Footgolf, una delle competizioni agonistiche di footgolf più importanti del panorama nazionale. La competizione si è svolta in due giornate (Day 1 e Day 2), su 36 buche, con in palio un montepremi totale di 5.700 euro, premi tecnici e commerciali e 1.800 punti validi per il Ranking LNF Tour.

La gara, a cui hanno partecipato 110 giocatori, ha mostrato ancora una volta quanto il footgolf – disciplina nata dall’unione di golf e calcio – sia ormai diventato una pratica sportiva indipendente, capace di riscuotere un grandissimo successo di partecipazione e di pubblico, e in grado di sviluppare – grazie ai numerosi eventi organizzati nel nostro Paese – sinergie e complementarietà proficue con il mondo del Golf.

Assai note le personalità dello sport che hanno partecipato all’evento: Ivano Bonetti, Paolo Di Canio, Yuri Tamburini, Massimo Agostini, Alessandro Bianchi.

Numerosi gli sponsor: Tecso Sport, leader nel settore dell’attrezzatura sportiva; Franco Bosi che ha curato premi e trofei; Riva di Franciacorta per quanto concerne i vini offerti.

Footgolf al Riviera Golf, ecco i vincitori.

Sul podio Sergio Zorniotti (tesserato Footgolf Bluemoon di Milano), grande protagonista della seconda giornata ed autore di una grande rimonta da -4 a -13, che ha vinto la gara, seguito dal compagno di squadra Paolo Giuffrè con uno score di -11 e da Thomas Tagliapietra (Footgolf Villafranca) con -10, terzo classificato e grande interprete del Day 1.

Appena sotto il podio si sono distinti con un ottimo Day 2 i giocatori di Footgolf Liguria Andrea Bellarmino e Andrea Colombi, classificatesi a pari score (-10) a pari punteggio con il leader del primo giorno Alessio Cavicchi (Footgolf Villafranca) e il modenese Thomas Bignoni (Ghirlandina Footgolf).

Sesto Paolo Parodi (Footgolf Genova) con -9, seguito da Stefano Grigolo (Fototgolf Legnago Corradina) con -8;  chiudono la Top 10 con il medesimo punteggio di -7 Mattia Zerbini (Footgolf Emilia Romagna), Alessandro Pacchiarini (Footgolf Bluemoon) e Giuliano Geti (Cannonballs Footgolf).

Rispettivamente al 14° e 18° posto gli ex calciatori Paolo di Canio e Ivano Bonetti rispettivamente con uno score di -6 e -4.

Premi speciali: Primo Senior per Sergio Zorniotti, Super Senior per Giuliano Geti e Primo Ladies per Martina Quintarelli (Atletico Footgolf Verona).

squadra di footgolf al riviera

La prossima gara del LNF Tour si disputerà il 17 Giugno al Golf Le Vigne di Villafranca.

Prossimo importante appuntamento al Riviera Golf previsto per il 2 giugno quando si disputerà la All Inclusive Golf Challenge, sponsorizzata da Allianz Bank: previsti tanti nomi importanti del panorama golfistico nazionale.

Iscriviti alla gara CLICCA QUI o scrivi a segreteria@rivieragolf.it

lega nazionale footgolf

Il footgolf, sport nato nel 2009 dall’intuizione dell’ex attaccante Roy Mc Kay ed ormai diffusosi a livello globale, è ultimamente diventato un argomento degno di interesse in tanti dibattiti e momenti di riflessione sull’attuale panorama sportivo. A pochi giorni dal Terzo Torneo Lega Championship organizzato dalla Lega Nazionale Footgolf presso il Riviera Golf (27-28 maggio 2017), ne parliamo con Dario Ferrari, uno degli alfieri di questo innovativo ed avvincente sport.

Il footgolf nasce nei Paesi Bassi come uno sport ibrido, che mescola caratteristiche proprie di due discipline apparentemente molto diverse. Quali elementi riprende dal calcio e quali invece lo avvicinano maggiormente al “classico” golf?

“Sicuramente dal calcio deriva la potenza ed una certa dose di dinamicità insita nel footgolf, che dal golf trae invece la progettualità, l’importanza di concentrarsi, di affrontare le difficoltà e di sapersi contenere; da sottolineare poi che – a differenza del calcio ed invece in modo similare a quanto avviene nel golf – nel footgolf non ci sono arbitri: il controllo non è infatti affidato ad una figura esterna, normativa, bensì è demandato al fair play di ogni giocatore, alla sua lealtà, alla sua etica di gioco. E’infine una disciplina in cui, per procedere durante una partita, è importante saper superare il momento appena passato, l’ultima buca giocata: perché tutto può nuovamente ed improvvisamente cambiare.”

Lei è presidente della Lega Nazionale Footgolf (LNF). Come è nata e cosa si prefigge?

“La Lega è nata da un gruppo di amici che già l’anno precedente – nel 2015 quindi – collaboravano per organizzare eventi legati al territorio lombardo, collaborando con la Federazione Italiana Footgolf. Nel settembre 2016, dall’unione di quattro Associazioni Sportive Dilettantistiche, riconosciute dal CONI (Footgolf Emilia Romagna, Footgolf Liguria, Footgolf Lombardia e Footgolf Veneto) è emersa poi la nostra organizzazione che, senza fini di lucro e basandosi su principi di assoluta democrazia (con elettività delle cariche e sovranità dell’Assemblea), ha quale obiettivo l’ordinamento e la promozione del footgolf in Italia, affinché esso venga riconosciuto come una disciplina sportiva associata.”

Il footgolf è spesso definito come “uno sport inclusivo e trasversale”, capace di coinvolgere un target estremamente ampio di simpatizzanti e giocatori. E’ effettivamente così?

“Certo, è una disciplina dotata di grande dignità, che chiunque può conoscere e praticare, compresi i portatori di handicap. Sogno il giorno in cui il footgolf potrà diventare pratica paraolimpica ed essere disputata in un grande contesto sportivo come le Olimpiadi. Il carattere inclusivo di questa pratica è altresì evidente nel fatto che anche bambini non particolarmente sportivi ed innatamente portati per lo sport possono – attraverso il footgolf – trovare una certa forma di “riscatto” nell’accostarsi a tale disciplina.

Appena applicheremo la regola dell’handicap – elemento già presente nel golf – il footgolf riuscirà a manifestare appieno la propria capacità inclusiva e trasversalità, perché saranno possibili sfide tra giocatori dotati di gradi di competenza estremamente diversificati.”

footgolf al riviera

Quale è l’atteggiamento dei club e dei campi da golf nell’accogliere i footgolfisti?

“Le modalità con cui i circoli ed i campi da golf si accostano a questa “nuova” disciplina sono diverse: ci sono club estremamente chiusi ed elitari, dai costi altissimi anche per gli stessi golfisti, che si dimostrano ostici nell’aprirsi al footgolf, che viene visto come una sorta di “parente povero” del più conosciuto golf. Ci sono però altri centri golfistici che invece si sono dimostrati molto aperti nell’accogliere la nostra disciplina: alcuni di questi traevano la loro “disponibilità” verso il “nostro mondo” dalla presenza di problemi economici interni che – e ne erano consapevoli – sarebbero stati più facilmente superabili se avessero scelto di diversificare la propria offerta sportiva (non solo golf quindi, ma anche l’inserimento di altre possibili pratiche come il tennis, il nuoto, i calcio…ed il footgolf); altri – come voi del Riviera Golf! – hanno da subito capito che il footgolf è uno sport dotato di una grande dignità, capace di muovere un gran numero di sportivi, che hanno spesso anche un notevole peso sul ritorno economico (ad esempio anche nel food&beverage)”.

Ad oggi si calcola che il 7% dei footgolfisti ha iniziato a praticare anche il golf. C’ è quindi una positiva interferenza tra i due sport, che può e deve essere biunivoca?

“Certamente. Ed è una sinergia che va implementata costantemente: una delle strategie può essere quella di offrire come premio, durante le competizioni di footgolf, lezioni gratuite di golf, proprio con la finalità di creare uno scambio proficuo tra questi mondi, che per altro hanno molto in comune. Oppure un’altra modalità è quella di inserire, nei momenti di teambuilding, entrambe le discipline, sì da implementarne l’interferenza, oppure creare competizioni che mescolino ed accostino, in un identico contesto, i due sport (magari 9 buche di golf e le successive 9 di footgolf).”

Come coinvolgere i giovani in questo sport?

“E’ necessario promuovere il footgolf nelle scuole e farlo conoscere agli studenti; altra strategia proficua – e voi del Riviera l’avete brillantemente intuito con il RIVIERA SUMMER CAMP– è poi quella di organizzare camp estivi che abbiano, tra le attività proposte, anche il footgolf sì da avvicinare i più giovani. Attualmente all’interno della LNF si contano oltre 30 associazioni che hanno tra i loro obiettivi principali anche quello di allargare il target di appassionati, avvicinando a questo avvincente sport anche le fasce d’età inferiori.”

Chiudiamo con una domanda più personale, che la coinvolge direttamente. Come è nata la sua passione per questa disciplina?

Ho sempre amato il calcio, che pratico da quando avevo circa 8 anni; poi, verso i 50 anni, ho incominciato a giocare anche a golf, appassionandomi sempre più. Un giorno una collega mi ha mostrato un articolo in cui si parlava di questo “nuovo” sport, il footgolf appunto, dicendomi “Questo è il tuo sport!”. E così ho potuto finalmente coniugare le mie due pratiche sportive preferite in un unico divertente sport che le racchiudeva entrambe alla perfezione.”

Per info su gare e green fee scrivi a segreteria@rivieragolf.it