GOLF…LO SAPEVI CHE? 5 CURIOSITA’ SUL GOLF da non perdere

Oggi ti sveliamo 5 curiosità sul golf per regalarti un sorriso e augurarti un buon inizio settimana…golfistica o lavorativa che sia!

1 Perché la superficie delle palline da golf è bucherellata?

seduta golf al riviera

Le “fossette” presenti sulle palline – un tempo assenti ed introdotte sistematicamente solo agli inizi del Novecento – sfruttano l’aerodinamica, la scienza incentrata sullo studio della dinamica dell’aria e sulle modalità con cui quest’ultima interagisce con i corpi solidi. In molti sport questa componente è fondamentale: pensiamo alla Formula 1, al ciclismo o allo sci, attività in cui risulta centrale lo studio di come l’atleta/il pilota entra a contatto con la resistenza dell’aria, sfruttandola al meglio. Lo stesso avviene nel golf, ove – oltre alla forza, alla traiettoria ed alla precisione – risulta fondamentale la capacità delle palline di interagire positivamente con la resistenza dell’aria (creando il cosiddetto effetto Magnus), vantaggio che in passato – al tempo delle palline realizzate in legno e successivamente dal 1848 in guttaperca – non si conosceva, e che si scoprì quando ci si rese conto che le palline ammaccate e apparentemente più “rovinate” fendevano meglio l’aria e raggiungevano distanze maggiori! Da quella scoperta trasse l’idea Coburn Haskell, golfista di Cleveland – che nel 1899 progettò e brevettò le prime palline con cuore di caucciù rivestito in balata e già caratterizzate dalle fossette – che solitamente ricoprono almeno l’80% della superficie e che sono a forma di pentagono o esagono, e di grandezze diverse – ed il gioco del golf iniziò a diventare molto più…veloce!

In foto Limited ed. GUFRAM @Riviera Golf Resort ( Il Prisma Rimini )

2 Il golf, uno sport…lunare

uomo che gioca a golf sulla luna

Durante la spedizione spaziale del 1971 con l’Apollo 14, l’astronauta americano Alan Shepard Junior, porto con sé un ferro 6, precedentemente modificato e adattato per l’occasione, e alcune palline con cui praticò sul suolo lunare, ottenendo un doppio record: fu infatti il primo golfista interplanetario e ancora oggi detiene il primato di… tiro più lungo con un ferro 6!

3 Un volo di 471 metri

Nel 1974, in occasione dello US National Senior Open Championship, Michael Hoke Austin compì una impresa quasi impossibile: in presenza della buca 5 del Winterwood Course a Las Vegas, che prevedeva un par 4 di 411 metri, il golfista tirò un drive eccezionale: la pallina infatti arrivò di volo in green, rotolando per oltre 60 metri oltre la buca, sospinta da raffiche di vento che soffiava a una velocità di 56 km/h. risultato? Un volo di 471 metri!

4 Giacca verde all’asta

L’origine della tradizione legata alla giacca verde risale al 1937, quando venne per la prima volta consegnata ai soci dell’Augusta National Golf Club; dal 1949 essa viene donata al vincitore del celebre Masters (uno dei Major più importanti) ed è un riconoscimento estremamente ambito. Nel 1994 una Giacca Verde ufficiale – risalente con tutta probabilità agli anni Cinquanta ma di cui non si conosce il proprietario – fu acquistata presso un mercatino dell’usato a Toronto per soli 5 dollari! L’Augusta National Golf Club confermò l’autenticità del prezioso cimelio, anche se non ne svelò l’originaria appartenenza e le modalità con cui il prezioso trofeo fosse riuscito a migrare dalla Georgia all’Ontario. Il fortunato acquirente giocò un colpo da maestro quando accettò di mettere all’asta il pezzo che, partito con un prezzo di partenza di 5000 dollari, fu venduto – dopo 35 rilanci – per la fantastica cifra di…139.348 dollari!!!

5 Ansia da perdita pallina? VADE RETRO!

golfisti-cercano-palla

Un tempo assai costose, le palline da golf erano oggetti di complessa e onerosa costruzione, capaci di deteriorarsi velocemente in caso di sosta prolungata in zone del campo molto umide, insomma un lusso che non andava certo perso e per cui esisteva una figura precisa – il “fore caddie” – che aveva il compito di anticipare il gruppo di giocatori ed individuare la probabile area di ricadute delle palline stesse, al fine di recuperarle velocemente.

Attualmente, la necessità di creare palline che – se perse – non abbiano un impatto negativo sull’ambiente, ha spinto i ricercatori a progettare balls ecologiche, il cui prezzo si aggira in media attorno al dollaro per pezzo, costo ultimamente ribassato grazie all’invenzione studiata presso la University of Main:

qui è infatti stata messa a punto una pallina ricavata dal carapace dei crostacei (astici e aragoste), scelta ecologica ed economica in quanto il costo di una singola pallina si abbassa a soli 0.19 dollari e permette di ottenere un oggetto perfettamente biodegradabile e…totally green!

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