Il Riviera Golf secondo circolo in Italia A1 2021

La squadra diretta da Mauro Bianco ha ceduto solo alla 19ma buca dei play off !

 

7-11 settembre 2021

Quella appena passata è stata una settimana ricca di emozioni e di spettacolo per il golf italiano. Sul percorso del Circolo Golf Torino La Mandria si è disputato, infatti, il Campionato Nazionale Assoluto a Squadre Maschile Serie A1.

Il titolo tricolore è stato conquistato dal circolo Parco di Roma che, al termine di un confronto al cardiopalma, ha battuto il circolo Riviera Golf di San Giovanni In Marignano, in provincia di Rimini. Il successo dei capitolini è avvenuto al termine di una sfida che rimarrà negli annali. Non sono bastati infatti i previsti 7 incontri match play a decretare il successo finale.

 

Per il circolo Riviera Golf la medaglia d’argento è il premio di un percorso duro e impegnativo che ha portato i riminesi a classificarsi al sesto posto, su otto disponibili, al termine delle due giornate di qualificazione. Nel torneo finale la squadra del Riviera Golf ha battuto la squadra del Castello di Tolcinasco per 5-2. In semifinale il Riviera Golf ha affrontato la temutissima squadra del Modena Golf che in passato ha vinto per ben 4 volte il titolo tricolore. Anche in questo match il Riviera Golf si è imposto con lo stesso punteggio: 5-2, risultato che ha consentito ai riminesi di accedere alla finale contro il Parco di Roma.

 

Il match con i romani è stato equilibratissimo tanto che si è concluso in parità dopo i sette incontri  in programma. Per l’assegnazione del titolo tricolore si è dovuto far ricorso, dunque, ai play off.

La 19a buca ha premiato la squadra del Parco di Roma.

 

Enorme la soddisfazione degli sportivi in tutta la provincia di Rimini: “La medaglia d’argento rappresenta una grande conquista per il Riviera golf che crede fortemente nell’attività agonistica dei giovani e ha un grande valore per il prestigio mai raggiunto nella storia del Circolo – dichiara Michele Bosco, Golf Manager del Riviera Golf e Capitano giocatore della squadra – Un immenso grazie, per questo sogno realizzato, ai giocatori anima di questa squadra, Nicholas Capitanio, Diego Emanuele Danzi, Lorenzo Santinelli e Giovanni Siani. Un ringraziamento particolare e tanto merito al coach Mauro Bianco”.

 

Il torneo, tornato in calendario dopo un anno di stop causa pandemia, ha visto la partecipazione dei migliori 18 Circoli italiani.

 

Rimini, 13 settembre 2021

 

Ci sono tanti modi per vivere la Riviera Romagnola; la località ideale per gli amanti della buona tavola ma anche per chi preferisce godersi le spiagge assolate e la movida, per gli appassionati di sport e chi più in generale è alla ricerca di un momento di relax, magari a contatto con la natura.

Fra i tanti, uno sport in particolare permette di trascorrere diverse ore immersi nel verde: il golf.

Se anche tu sei un’amante di questo sport soprattutto grazie al rapporto che permette di costruire insieme alla natura, apprezzerai sicuramente i campi del Riviera Golf.

golf e natura in Riviera - Riviera Golf

 

Un perfetto esempio di integrazione tra uomo e ambiente, il campo infatti è stato disegnato  preservando le caratteristiche naturali del territorio dagli architetti Luigi Rota Caremoli e Graham Cook, che sono riusciti perfettamente nell’intento di conciliare il piacere del gioco e le caratteristiche naturali originarie dell’oasi del Conca, caratterizzato da ampi spazi verdi più o meno pianeggianti e frequenti zone acquatiche.

Il Riviera Golf occupa una piccola parte di una località interessante non solo per gli appassionati di golf (o sport più in generale) ma anche per chi pratica birdwatching, praticabile grazie al percorso naturalistico che circonda i nostri green.

Gli abitanti dell’Oasi del Conca

Il campo deve il suo fascino soprattutto alla rigogliosa vegetazione e alla fauna che popola questi 72 ettari dei 700 riconosciuti nel 1991 dalla provincia di Rimini come “Oasi del Conca”. E dal 2004 riqualificata per la biodiversità che accoglie.

svaso - golf e natura in Riviera - Riviera Golf

 

Infatti, non troppo di rado è possibile incontrare nei nostri campi uccelli stanziali e migratori anche piuttosto rari, soprattutto vicino ai tanti laghetti scelti come zona di nidificazione.

Ma è ancora più comune incontrare piccoli anfibi come rane, rospi o raganelle o piccoli mammiferi come lepri, soprattutto in occasione di alba e tramonto.

Fra le specie ornitologiche più rare da avvistare, ci sono la cicogna bianca e la cicogna nera, quest’ultima in particolare conta pochissime coppie in Italia e solo da due decenni ha scelto il nostro territorio come zona di nidificazione.

Una presenza più comune è l’airone bianco, una delle specie dalle dimensioni maggiori con un’apertura alare che può superare il metro e cinquanta, spesso confuso con la spatola, altro abitante dei nostri green. Mentre, nelle giornate più silenziose riuscirai molto probabilmente ad imbatterti in upupe o fagiani.

 

Airone Riviera Golf - Riviera golf

 

Sempre vicino ad uno dei tanti specchi d’acqua potrai incontrare un piccolo e coloratissimo abitante dei nostri laghetti, il martin pescatore. Mentre alzando lo sguardo potresti accorgerti di essere osservato da uno dei tanti rapaci che hanno scelto i nostri green come zona di caccia.

Ma vicino ad uno delle tante zone acquatiche potresti anche incontrare qualcuno dei piccoli anfibi che popolano il nostro paese. Che, anche se non ispirano simpatia a tutti, sono degli ottimi alleati alla lotta contro gli insetti oltre ad essere un fantastico indicatore della salute dell’ecosistema. Così come il loro predatore naturale, la biscia dal collare, un affascinante rettile tanto comune quanto schivo.

I frequentatori del green mattinieri più fortunati e attenti invece, potrebbero notare il passaggio veloce e silenzioso di daini, lepri e scoiattoli anche nel tragitto che conduce al nostro resort.

Insomma, un vero tesoro di biodiversità! Un ambiente rilassante per i più grandi ed educativo per i più piccini.

 

Golf e Natura in Riviera: manutenzione e ambiente

Uno sport così strettamente legato alle caratteristiche ambientali non può trascurare il suo impatto sull’ecosistema in cui è inserito. In Italia è la Federazione Italiana Golf a regolamentare l’utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti secondo rigidissimi standard. Un percorso iniziato ormai da diversi anni e che ha portato all’utilizzo di questi prodotti con grande parsimonia. Gli interventi più invasivi sono infatti riservati alle aree più delicate ovvero greens, tees ed in parte fairways che interessano solo una percentuale molto ridotta della superficie complessiva (tra il 2 e il 20% del totale).

 

martin pescatore - golf e natura in Riviera

 

Un’indagine condotta dal C.N.R.  (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ha messo a confronto gli impieghi di fertilizzanti e fitofarmaci nei percorsi di golf con quelli delle più comuni colture agricole con risultati assolutamente favorevoli per quanto riguarda la gestione di un campo da golf evidenziando come l’impiego di fitofarmaci è minore fino al 60% mentre in caso di fertilizzanti scende in alcuni casi fino 85% in meno.

Perché uno dei capisaldi del golf è il rispetto delle regole e degli avversari, primo fra tutti il campo!

Corsi golf per bambini e ragazzi

A settembre ricominciano i nostri corsi golf per bambini e ragazzi: cosa aspetti a tuffarti in una nuova avventura!

Ecco 3 motivi per cui non puoi mancare!

1. Il golf è uno sport davvero per tutti

Non c’è un’età giusta per iniziare. Giocatori di tutte le età, di diverso genere e con diverse caratteristiche fisiche possono giocare e divertirsi tutti insieme.

2. Come tutti gli sport è… divertente

Diventare golfista richiede armonia e concentrazione ma in cambio regala una passione che diventa… divertimento!

Non solo disciplina, ma anche un “linguaggio in codice” e tanto tempo da trascorrere a contatto con la natura e in compagnia!

Proprio così, perché…

3.  è uno sport individuale che si gioca insieme!

Anche se il risultato della partita è tutto nelle tue mani, questo non significa che giocherai da solo. Anzi, giocare a golf con gli amici è ancora più divertente, non mancheranno occasioni per un sano confronto con gli altri e per condividere l’emozioni e le esperienze che solo lo sport è in grado di regalare.

 

Cosa serve per partecipare ai nostri corsi di golf per bambini e ragazzi?

Semplice! Bastano una polo, dei pantaloni comodi, delle scarpe da calcetto e… tanta voglia di mettersi in gioco.

 

I nostri corsi golf per bambini e ragazzi:

 

corsi golf per bambini e ragazzi cattolica

 

Campionato club dei giovani: il primo passo dei campioni di domani!

Il Club dei Giovani ormai da diversi anni si occupa di accompagnare i piccoli campioni di domani in un percorso di crescita sportivo e personale, per questo, per dare continuità al percorso iniziato, abbiamo organizzato un campionato formato da 6 tappe regolari.

Che, dopo il successo della prima edizione, vogliamo trasformare in un appuntamento fisso. Un’occasione in cui ogni anno i ragazzi del nostro club potranno conquistare il prestigioso Challenge e scrivere insieme a noi la storia del Riviera Golf.

 


Corsi golf per bambini

Baby principiante

 

8 lezioni rivolte a bambini dai 6 ai 9 anni con i maestri della Mauro Bianco Golf Academy

Tutti i sabato a partire dal 21 settembre dalle 14:00 alle 15:00

Costo del corso: € 80,00

Tessera Federale: €20,00

Le lezioni di golf per bambini e ragazzi comprendono l’iscrizione gratuita alle gare riservate al Club dei Giovani.

 

  • Settembre
  • Sabato 21
  • Sabato 28
  • Sabato 19
  • Sabato 26
  • Ottobre
  • Sabato 5
  • Sabato 12
  • Sabato 19
  • Sabato 26
  • Novembre
  • Sabato 9
  • Sabato 16
  • Sabato 19
  • Sabato 26


 

Corsi golf per ragazzi

Principiante

 

10 lezioni rivolte a ragazzi dai 10 ai 18 anni con i maestri della Mauro Bianco Golf Academy

Tutti i lunedì a partire dal 16 settembre dalle 15:00 alle 16:30

Costo del corso: € 150,00

Tessera Federale: €20,00

Le lezioni di golf per bambini e ragazzi comprendono l’iscrizione gratuita alle gare riservate al Club dei Giovani.

 

  • Settembre
  • Lunedì 16
  • Lunedì 23
  • Lunedì 30
  • Lunedì 28
  • Ottobre
  • Lunedì 7
  • Lunedì 14
  • Lunedì 21
  • Lunedì 28
  • Novembre
  • Lunedì 4
  • Lunedì 11
  • Lunedì 18
  • Lunedì 28


Per maggiori informazioni sui corsi golf per bambini e ragazzi contattaci a

segreteria@rivieragolf.it

o telefona allo

0541 955009

club dei giovani

Si è appena conclusa la prima edizione di gare dedicate espressamente ai ragazzi del Club dei Giovani del Riviera Golf, campionato formato da 6 tappe regolari. Visto il successo di questa edizione vogliamo trasformalo in un appuntamento fisso, in cui ogni anno i ragazzi del nostro club si contenderanno il prestigioso Challenge.

1° classificato e vincitore di questa edizione è il giovanissimo Falappa Andrea, primo conquistatore della coppa; un premio che vale ancora di più dato che il suo nome sarà il primo dei tanti a venire sul trofeo!
Al 2° posto invece si è piazzato il bravissimo Leone Franchi.

Un evento sportivo all’insegna del divertimento e della competitività, dei valori e della bellezza che solo lo sport può regalare.

Il golf è ancor di più veicolo di valori positivi, sia per gli adulti ma soprattutto per i più giovani. Concentrazione, dedizione, passione, grinta, allenamento, fatica e soddisfazione. Questi sono solo alcuni dei pilastri di questo sport che insegna valori importanti che ci seguono anche al di fuori del campo.

 

 

Il Club dei Giovani: un successo lungo anni

Il Club dei Giovani ormai da diversi anni si occupa di accompagnare ragazzi giovanissimi in un percorso di crescita sportivo e personale; i primi corsi per principianti accolgono bambini a partire già dai 6 anni!
E uno in particolare tra i nostri ragazzi è riuscito già da giovanissimo ad ottenere importanti risultati. Ludovico Franchi infatti, già dopo un solo anno di corso si è classificato come 1° Netto nella sua prima gara federale, giocata al di fuori del nostro club!

A Settembre i nuovi corsi!

E’ importante dare continuità a un percorso formativo, sportivo e cognitivo. A settembre infatti ricominciano i nuovi corsi.

Una disciplina che insegna a crescere

 

 

I bambini che giocano a golf diventano più maturi e disciplinati, perché questo sport non è solo un passatempo, ma un vero e proprio modo di comportarsi.
Il rispetto per gli altri, l’autocontrollo e la contrazione, il rispetto e l’amore per la natura sono tutti aspetti importanti che cerchiamo di trasmettere ai campioni del futuro.

Iniziare è semplice!

Hai presente la sacca che accompagna il golfista sul green? Dimenticala per il momento,
per iniziare sono sufficienti scarpe da ginnastica, polo, un pantalone comodo e tanta voglia di divertirsi!

Tutto il resto te lo forniamo noi.

qual è lo sport migliore

Quante volte arrivi a Maggio e con lo stress che ti strappa il cervello ti chiedi: cosa terrà impegnati i miei bambini quest’estate? O meglio…come faccio a sopravvivere in questi mesi estivi senza i tre giorni a settimana di sport per i miei figli?
Si salvi chi può.
Attacchi di panico e svenimenti non vi salveranno, dovrete fare i conti con quella domanda, che fino ad ora avete posticipato, perché presi da mille altre cose o perché “tanto c’è tempo fino all’estate”!
Mi dispiace comunicarti che il tempo è ormai scaduto e che non sarai salvo finchè non decidi di salvare anche questa tua estate e di affrontare una volta per tutte la domanda: qual è lo sport migliore per i bambini in estate?

Ora, seguendo il ragionamento, vi pongo un’altra domanda: qual è lo sport che non fa bene ai bambini d’estate?
Ovviamente è una domanda retorica.
Non esiste! Tutti gli sport fanno bene a tutti gli esseri umani, specie ai bambini che sono delle vere e proprie “spugne”, sempre pronti ad assorbire nuove cose dall’ambiente che li circonda e ad esplorare il loro mondo interiore.

I bambini sono purezza e candore.

Sono quei “mini Noi” che vorremmo rimanessero per sempre la nostra versione migliore e per questo è importante scegliere che insegnamento dare loro, che ambiente fargli respirare e quali scoperte permettergli di fare.

Perciò qual è lo sport migliore per i bambini in estate?
Sicuramente lo sport che li fa divertire, esplorare e stare a contatto con la natura in un ambiente sicuro. Un’attività che sia in grado di formare la loro psiche e il loro corpo.

Ancora non avete capito?
Vi do un indizio: i campi verdi, gli uccellini che cantano e tante buche.
Signore e signori, ecco a voi…il Golf!

 

 

Sicuramente vi starete chiedendo:

  1. Perché proprio il Golf?
  2. A quale età possono iniziare i piccoli golfisti?
  3. E’ divertente?
  4. Dove?

1. Perché proprio il Golf?

Perché è uno sport e come tale funge da valvola di sfogo, garantisce una buona salute, divertimento e competizione.

Per di più, è uno sport individuale che insegna fortemente l’autodisciplina, la concentrazione, l’intelligenza e la pazienza, un’attitudine per nulla scontata quando si tratta di bambini. Il bello è che oltre a tutte questi fattori positivi, il Golf stimola una serie di valori veramente importanti nella quotidianità.

La ciliegina sulla torta è data poi dall’assenza di arbitri durante il gioco e ciò implica al giocatore di auto-giudicarsi e di assumere un atteggiamento critico e leale fin da bambino.

Inoltre, il Golf ha una serie di regole e norme da imparare e anche questo aiuta il bambino a impegnarsi e a studiare per ottenere un risultato – cosa assolutamente da non dare per scontato oggi, nell’era del “voglio tutto e subito”.

2. A quale età possono cominciare i piccoli golfisti?

Per iniziare a giocare a Golf non c’è una regola rigida che impone un’età minima. Chiaro è che un bambino comincia a sviluppare la concentrazione dal momento in cui va alle scuole elementari, cioè a circa 6 anni.

Troverete anche alcuni piccoli angioletti che, a soli pochi anni di vita, giocano a emulare la mamma o il papà e li vedrai giocare a rotolarsi come putti alati sparsi per i verdi campi da golf.

Diciamo che la scelta sta a voi, e con il vostro spirito investigativo da “tenente Colombo” capirete se il vostro cucciolino sarà in grado o meno di esercitarsi nel grande sport del Golf.

 

bambino che fa golf

 

3. E’ divertente?

Il Golf è un gioco e quindi è divertente! Quando i bimbi guardano gli adulti divertirsi, è naturale che vogliano imitarli e ancor meglio divertirsi con loro. A quel punto, sarà sufficiente dare loro un putt giocattolo con cui possano provare a tirare i primi colpi.

Il secondo step sarà di affidarli a un maestro che sappia coinvolgerli e divertirli ponendo obiettivi stimolanti e appassionanti!

4. Dove?

Ovviamente da noi al Riviera Golf Club! E dove sennò?!
Quando, immerso nei tuoi dubbi Amletici, ti domandi: Qual è lo sport migliore per i bambini in estate?

Inconsciamente dentro di te sorge una vocina sibilante che, in un grido soffocato, ti sta urlando: ma nessuno pensa a me?

Il sogno di ogni Golfista è di trascorrere un weekend d’estate sul green all’insegna del relax, dello sport e della cultura. Se poi il Golfista in questione viaggia insieme a un microbo, il suo sogno più grande sarà quello di condividere con lui la sua passione per il Golf.

Sarà molto semplice e gratificante.

Ti godrai al massimo le tue giornate off e il tuo bambino sarà nelle mani di sapienti lezioni di professionisti del settore. Così, mentre i più grandi si giocano una partita in tutta libertà, i più piccoli imparano i primi passi del golf e si divertono preparandosi a quando seguiranno i propri genitori sul green.

Adesso hai capito qual è lo sport migliore per i bambini in estate?

 

Vanessa Villa

 

La moda: un outfit per ogni occasione…e l’abbigliamento del golfista?

La moda, argomento per molti frivolo e inessenziale, in realtà ha da sempre accompagnato lo sviluppo umano e il progresso, inserendosi come gli altri aspetti dell’esistenza umana nel solco della storia. Il golf e l’abbigliamento del golfista, a tal proposito, sono gli alfieri dell’eleganza nel mondo dello sport.

Le scelte nell’ambito dei vestiti hanno un’origine strettamente connessa al contesto storico, sociale, economico e culturale delle diverse epoche storiche.

Da sempre,  le spinte ed i fattori propulsivi sono stati di diverso tipo. Se inizialmente questo aspetto era strettamente connesso con la praticità che quel determinato tipo di vestiario poteva avere, in seguito ha assunto anche una connotazione estetica e visiva, tanto da far diventare la moda e la sartoria delle vere e proprie arti.

Lo stile ha così investito i settori più diversi, giungendo ad adattarsi, impreziosire e rivolgersi ad ogni momento della vita umana: esistono outfit pensati per il mondo del lavoro, altri più casual, altri ancora pensati per il divertimento.

Anche lo sport è diventato un campo in cui la moda può avere una sua importante rappresentazione e ragion d’essere.

Molti si chiedono quale sia il look perfetto da esibire sul green, quale l’abbigliamento del golfista e se questo outfit debba seguire regole precise o possa dipendere da fattori e motivazioni più libere e variabili.

 

L’abbigliamento da golf: una storia di eleganza e praticità.

Il golf, sport amatissimo dall’aristocrazia di inizio ‘900, è sempre stato caratterizzato anche dall’eleganza di chi lo praticava; anche oggi si contraddistingue per questo aspetto sviluppato in quel periodo.

Il XX secolo, infatti,  è stato teatro di scoperte, innovazioni ed evoluzioni culturali in grado di influenzare fortemente i gusti e le abitudini delle persone ed è in questo contesto che moda e sport si sono evoluti di pari passo.

Una delle discipline sportive più amate e diffuse dalla crème del 1900 era proprio il golf, sport che si allontanava dalle pratiche del popolo, abituato a divertirsi con attività che prevedevano contatto fisico e fatica.

Il golf era infatti uno sport d’èlite, che permetteva di divertirsi in modo raffinato e sofisticato, mettendo in campo concentrazione e savoir faire, addicendosi perfettamente agli uomini più facoltosi degli inizi del secolo.

Il gioco sul green conobbe in quegli anni una grande evoluzione, così come il vestiario che ne caratterizzava i giocatori: se infatti agli albori era prediletto un look formale, in seguito ci si aprì a scelte più casual, pratiche ed adatte alla pratica sportiva.

Le fotografie d’epoca ritraggono golfisti che indossano abiti sempre più comodi, simili a quelli indossati durante la quotidianità e spesso in linea con lo stile tradizionale scozzese, uno dei primi riferimenti estetici adottati da questo sport.

Ecco allora sul green giocatori in giacca di tweed – perfetto per riparare dal freddo – coppola, gilet e camicie inamidate e dal colletto bianco.

L’abbigliamento da golf dell’epoca non era però in grado di garantire libertà nei movimenti e l’esaltazione del gusto andava a discapito della praticità e della funzionalità.

A partire dagli anni ‘20, i golfisti mantennero la fedeltà a camicia e tweed, ma allo stesso tempo si mossero verso soluzioni più pratiche, inserendo nell’outfit anche pantaloni alla zuava, cravatta e scarpe bicolori. Nelle giornate più rigide, un morbido cardigan di cashmere e una giacca Norfolk permettevano di ripararsi dalle intemperie e dal freddo.

L’abbigliamento del golfista: l’eleganza cede il passo alla praticità 

Con l’inizio degli anni ‘30, i golfisti iniziarono a prediligere un abbigliamento meno formale, più funzionale e simile a quello utilizzato durante l’orario di lavoro:  pantaloni in flanella dal taglio classico e lineare iniziarono a prendere il posto di cravatte e look elaborati.

Durante il decennio successivo la moda sul green divenne sempre più informale e maggiormente simile a quella presente: i golfisti iniziarono a prediligere scarpe dalla suola chiodata e camicie a maniche corte, comode e adatte per i sinuosi movimenti dello swing.

L’abbigliamento del golfista divenne quindi sempre più funzionale e teso alla performance, pur mantenendo un occhio di riguardo per l’aspetto estetico e le necessità più formali.

A cavallo tra gli anni ’50 e ‘60, sui campi comparve il colore che delineava ormai un abbigliamento del golfista  caratterizzato da tinte più accese e sfumature insolite e non convenzionali.

Solo durante gli anni ’80  lo stile golfistico imboccò la strada dello sportswear così come lo conosciamo oggi. Si diffuse un look caratterizzato da tessuti stretch e idrorepellenti, mentre i capi firmati portarono ad un notevole incremento di sponsorizzazioni legate ai grandi giocatori, elevando la popolarità di questo sport.

 

L’abbigliamento del golfista ed etiquette: quando la classe incontra il golf.

Attualmente, l’abbigliamento del golfista è decisamente più improntato a favorire una buona performance sportiva.

Sul green non è richiesta una particolare divisa, come avviene invece nel caso degli sport di squadra. Esiste però una particolare etiquette che regola l’ammissione del giocatore al Golf Club ed è costituita dalle diverse regole che sono alla base dell’abbigliamento del golfista.

Queste linee guida fan sì che le tendenze sul green siano caratterizzate da indumenti semplici e confortevoli, in grado di lasciare liberi i movimenti: pantaloncinibermuda, gonne non troppo corte, camicie ariose e sneaker (oltre alle classiche scarpe chiodate) rappresentano sono i capi più diffusi sui campi a 18 buche.

 

La cura del dettaglio e degli accessori

Come per gli altri sport, dunque, anche il golf ha assecondato il progresso e sono sempre più numerosi i brand che creano capi in tessuto tecnico, impermeabili e traspiranti,  per agevolare lo swing e facilitare il gioco in qualsiasi condizione atmosferica.

Infine, un aspetto peculiare dell’abbigliamento del golfista sono gli accessori. Importantissimo il guanto, fondamentale per migliorare la presa sul bastone ed evitare le temutissime abrasioni da swing, senza parlare del cappellino, particolarmente utile per proteggersi dal sole e garantire visibilità.

Ultimo elemento – ma non per importanza – le scarpe, spesso caratterizzate da pratici tacchetti in plastica e appositamente disegnate per preservare il campo e garantire la stabilità durante il tiro evitando scivolate sul green.

L’etichetta consiglia quindi una mise comodo, confortevole e funzionale al gioco, con un occhio di riguardo alla sobrietà, che impone di evitare jeans, tute da ginnastica, canottiere senza maniche e pantaloncini o gonne troppo corti.

 

L’abbigliamento del golfista: praticità e stile al Riviera Golf.

Sono ormai molti i brand che hanno deciso di rivolgersi al mondo delle 18 buche con produzioni dedicate interamente all’ abbigliamento del golfista o con specifiche collezioni pensate appositamente.

Spesso il vestiario da indossare sul fairway è caratterizzato da elementi performanti, in materiali tecnici e tessuti ricercati.

Lo stile può essere più o meno ricercato, casual o sportivo, ma in generale l’abbigliamento del golfista mixa sapientemente utilità e ricercatezza.       

Le ditte che si sono aperte al mondo del golf sono ormai diverse: Berluti, Borghi UomoSocapri, Robe di KappaEnergie, Massimo Dutti , Nike, Tru Trussardi, Au Jour Le Jour Garçon, John Varvatos, e molti altri.

 

Da noi al Riviera Golf è presente Golf Etiquette,  uno shop in cui potrai trovare tutte le ultime novità: abbigliamento tecnico, scarpe, ferri, sacche e tutto ciò che riguardal green e la passione legata a questo affascinante universo.

 

Ti aspettiamo quindi al Riviera Golf, dove il golf si respira nell’aria !

Una Foto Storica-Il mondo del golf raccoglie spesso tante curiosità e avvenimenti che ne fanno un universo composito, in cui rientrano certamente scores e partite, ma all’interno del quale trovano spazio anche fatti, personaggi, racconti capaci di stupire nella loro…eccezionalità!

Un esempio? Uno scatto fotografico apparentemente semplice, in realtà assai particolare!

Spesso i Presidenti si sono accostati per puro piacere o necessità di immagine al golf che, soprattutto se si guarda al passato, rappresentava uno sport d’élite destinato alla stretta oligarchia di privilegiati e potenti, ed era quindi perfettamente associabile all’immagine di politici e personalità influenti.

Quest’amore per il golf  (passione vera o di facciata che fosse!) non ha mai interessato però gli esponenti di un determinato e preciso schieramento ideologico-politico, in primis chi, all’epoca della guerra fredda, apparteneva allo schieramento opposto a quello capitanato dagli Stati Uniti: i Paesi del blocco sovietico e quelli ad essi anche lontanamente collegati, si ponevano infatti in posizione diametralmente antitetica ai valori, allo stile di vita, alle pratiche vigenti presso gli USA e gli Stati ad essi connessi.

In quest’ottica rientrava ovviamente Cuba, ove Fidel Castro, esponente di punta scomparso all’età di 90 anni, non ha mai nascosto la sua avversione ad un certo stile di vita americano, in cui certamente rientrava anche lo sport del golf, considerato molto distante dal “popolo”, e quindi del tutto criticabile.

Esiste però una fotografia che costituisce una vera e propria curiosità del golf e che parrebbe smentire quest’avversione al mondo a stelle e strisce: l’immagine fa parte di una serie di scatti che infatti ritraggono Castro mentre pratica insieme all’allora inseparabile Ernesto Che Guevara sul campo da golf del “Colinas de Villareal Golf Club”, situato presso la città de L’Avana.

Una delle supposizioni legate a questa improbabile partita cubana, è da ricollegarsi alla possibile provocazione che il Lider Maximo cubano volle rivolgere nei confronti dell’allora presidente americano Eisenhower, reo di aver annullato un incontro ufficiale con Castro.

Secondo molti Eisenhower aveva infatti utilizzato la scusa di una improrogabile partita di golf, sport che amava al punto da essersi fatto costruire un piccolo campo pratica presso i giardini della Casa Bianca (anche se fonti più probabili indicano che a saltare fu un incontro tra Krusciov ed Eisenhower, per cui il presidente russo aveva addirittura fatto costruite un green nei pressi di Mosca).

Ipotesi successiva legge la celebre e curiosa fotografia come un tentativo di distensione nei confronti degli Usa, ed in particolare di John Kennedy, golfista appassionato ed esperto.

Nel 1961, terminato il mandato di Eisenhower, i mass media diffusero le immagini del giovane presidente statunitense mentre, con il suo stile composto ed impeccabile, praticava sul green.

Fidel allora decise di farsi immortalare nel medesimo contesto, contrastando ironicamente lo stile “glamour” di Kennedy, con il quale avrebbe dovuto essere organizzata in seguito una reale partita a golf.

Le immagini di Castro e Che Guevara (che da giovane in Argentina aveva prestato servizio come caddie!) denotano palesemente la propria carica di ironia parodia: entrambi in tenuta militare, con tanto di cappello grigio-verde ed anfibi palesano la propria inesperienza sul campo da gioco, imperizia evidente anche nei risultati di quella storica iconica partita, che si concluse con la vittoria del Che per 127 colpi contro 150 di Castro…scores di certo non brillanti, soprattutto a confronto con la media degli 80 colpi necessari a JFK, esperto golfista, per terminare un percorso!

Indipendentemente dalla motivazione reale sottesa allo scatto, alle ideologie ed all’evolversi dei fatti accaduti in quel periodo storico così intenso e decisivo, questa immagine resterà per sempre una pietra miliare della storia occidentale…e, perché no?, della storia del golf.

 

 

Uno sport integrato.

Spesso, chi non conosce il golf, lo ritiene uno sport elitario, destinato a particolare categorie socio-economiche, distante dalle donne, dai bambini, e…dai disabili. Niente di più errato ed infondato, ma nel 2018 è ancora necessario combattere contro i pregiudizi che dipingono erroneamente la pratica golfistica che, disciplina in realtà altamente inclusiva e trasversale, cui la maggioranza delle persone si può accostare senza troppi problemi o vincoli dati da età, situazione economica, gender.

Volendo analizzare più da vicino il rapporto che sussiste tra golf e persone diversamente abili, è importante sottolineare come nel golf i giocatori con disabilità possono confrontarsi insieme a quelli normodotati in condizioni di assoluta parità; infatti la pratica golfistica risulta – insieme alla vela – l’unico sport concretamente “integrato”, in cui golfisti in carrozzina, ipovedenti, o con disabilità intellettive possono gareggiare non solo fra di loro, ma con golfisti normodotati, dando vita a competizioni avvincenti e piene di colpi di scena.

I numeri relativi ai giocatori disabili ed agli spettatori di simili realtà competitive stanno spingendo verso una positiva probabilità: pare infatti che questa disciplina sarà ammessa ai Giochi Paraolimpici del 2020, dimostrandone il successo e l’appagamento che è in grado di fornire a giocatori e spettatori.

 

L’importanza dell’evoluzione delle attrezzature.

Per rendere possibile la competizione tra disabili e normodotati, sono sufficienti alcuni importanti accorgimenti relativi al tipo di attrezzature fornite durante il gioco.

Il golf è uno sport che, nel suo sviluppo, è sempre stato strettamente interconnesso alla evoluzione delle attrezzature (bastoni, palline, abbigliamento…) atte a praticarlo, e tale legame è altresì evidente nella possibilità che vi si accostino anche le persone con disabilità.

Quella golfistica è l’unica attività con palla dove il terreno di gioco, a differenza di quanto accade ad esempio nel tennis, nel calcio o nel basket, non risulta standardizzato: ogni green presenta caratteristiche differenti e ciò potrebbe costituire un problema per i giocatori con difficoltà (o impossibilità) di deambulazione.  Tale ostacolo è stato però brillantemente aggirato dalla ricerca che ha messo a punto la Paragolfer, una speciale carrozzina progettata specificatamente seguendo le direttive della ADA (la Americans with disabilities act del 1990, cioè la Legge sugli Americani con disabilità), norme accettate in tutti i più celebri campi da gioco internazionali. Questa speciale e avveniristica “macchina” (dotata altresì di un ombrello in grado di schermare il sole e di particolari ruote atte a preservare il manto erboso) costituisce un sostegno indispensabile per il giocatore che non può muovere le gambe in quanto riesce a sollevarlo e porlo esattamente in corrispondenza della pallina, che può essere quindi colpita con facilità e precisione paragonabili a quelle messe in campo da un qualsiasi altro golfista.

Per i giocatori non vedenti sono invece presenti altre tecnologie che permettono loro di confrontarsi alla pari in qualunque tipo di sfida: è previsto che vengano accompagnati da un coach che li aiuta ad allinearsi prima del colpo e, in caso di tiro dal bunker (la buca di sabbia presente soventemente sul percorso), hanno la possibilità, preclusa ai “colleghi” senza disabilità, di appoggiare il bastone per poi colpire la pallina.

Per coloro i quali hanno ad esempio difficoltà nell’uso delle braccia, come ad esempio i giocatori affetti da focomelia, sono previsti speciali bastoni realizzati su misura ed agganciati sì da rendere agevole il colpo.

 

I nomi.

Per quanto concerne i giocatori, famosissimo risulta l’inglese Richard Saunders il quale, nonostante una seria forma di focomelia congenita, è un giocatore agguerrito ed assai valido, con ottimi risultati alle spalle, resi possibili anche grazie agli speciali ferri di cui si serve per mandare la pallina in buca.

Per quanto concerne i non vedenti, doveroso citare l’italiano Andrea Calcaterra che, affetto da una progressiva diminuzione della vista fino alla totale cecità del 1998, ha continuato a coltivare la passione per il golf, portando a casa tante vittorie e soddisfazioni (per fare solo un esempio, un ottimo secondo posto nel 2014 non occasione della World Blind Golf Championship disputata in Australia).

Menzione speciale a Pierfederico Rocchetti, primo golfista con disabilità in Italia e secondo in tutta Europa a ricevere un invito a partecipare ad una competizione per professionisti senza disabilità; proveniente da una famiglia di golfisti, nonostante una emiparesi ad una mano, Rocchetti ha partecipato a ben 11 Open internazionali, attestandosi per quattro volte al vertice della classifica europea e quarto in quella mondiale.

Altri nomi celebri – tutti ipovedenti o non vedenti – sono il ligure Mirko Ghiggeri e Stefano Palmieri mentre, per quanto concerne le ladies, impossibile tralasciare Chiara Pozzi Giocosa, la quale – persa la vista in seguito a un intervento di chirurgia estetica – ha alle spalle tantissimi successi: campionessa del mondo dei non vedenti in Inghilterra nel 2010, nuovamente campionessa in Canada nel 2012, prima delle Ladies nel British Blind Open nel 2014. Altro nome appartenente alle quote rosa è quello di Camilla Bernini che, con la sua protesi del braccio sinistro in grado di scomporre il movimento di gomito, polso e dita, tira assai meglio di tante colleghe normodotate e che dal 2012 è allenatrice di una squadra femminile di golf negli USA.

Per quanto concerne i più piccoli, menzione d’onore spetta a Tommy Morrisey: nato senza il braccio destro, il giovanissimo campione ha fatto tanto parlare di sé, dei suoi potenti drive e della sua tecnica ammirevole. Conosciuto come “The one arm golfer” il seienne ha recentemente vinto in occasione delle qualifiche locali del Drive Chip & Putt Championship, la cui finale è prevista per il prossimo aprile sul green di Augusta. Il baby campione usa la sua notorietà per raccogliere fondi per le famiglie bisognose e – nonostante la tenera età –  è un esempio di tenacia e forza di volontà.

 

Il futuro.

La Federgolf da qualche anno ha accolto al proprio interno le federazioni che si occupano di promuovere il golf praticato dalle persone con disabilità, dimostrando una positiva apertura che ha portato ad aumento di golfisti desiderosi di giocare e superare le proprie difficoltà, con passione, grinta e risultati del tutto paragonabili a quelli dei loro colleghi normodotati.

Ci auguriamo che gli stimoli e le occasioni di gioco siano sempre maggiori, sì da permettere a sempre più persone di godere degli enormi benefici che il golf sa loro donare: infatti, oltre alla indubbia valenza sul piano fisico, è orma dimostrato che la disciplina golfistica ha un vantaggio anche sul piano psicologico in quanto capace di rendere consapevoli delle proprie potenzialità, della capacità di superare gli ostacoli costituiti dalla disabilità, di incrementare la socializzazione con gli altri in meravigliosi contesti naturali quali quelli costituiti dal green.

Tutto questo porta all’augurio di poter incontrare sempre più spesso sui campi da gioco disabili…abilissimi in una disciplina appassionante ed inclusiva come è il golf.

Chi l’ha detto che viaggiare in Africa significa “solo” safari, visita alle bellezze naturalistiche ed emozionanti paesaggi?

Se vi dicessimo che potete abbinare l’esperienza del safari e dell’avventura… al vostro amore per il golf?

Nel “continente del Sole” è infatti possibile godere di una vacanza caratterizzata dalla perfetta sinergia tra natura, mare, scoperta e …pratica golfistica.

Esistono infatti ben 42 green diversi, accomunati dalla perfetta qualità dei percorsi e da un’accurata ricerca in grado di preservare al meglio il territorio, regalando al tempo stesso un’esperienza unica al turista golfista, disposto a viaggiare e compiere ampi spostamenti per praticare sui meravigliosi campi da gioco africani.

In particolare, lo stato del Kenya si è dimostrato particolarmente ricettivo nei confronti del turismo golfistico, mettendo in campo offerte assai complete e diversificate, che permettono addirittura di spostarsi da un green all’altro con piccoli voli interni, capaci di creare una rete coesa e funzionale ai tanti golfisti che decidono di regalarsi un viaggio magico, indimenticabile, in perfetta sinergia tra avventura, natura e sport.

I campi da gioco kenioti – inseriti del magico contesto naturalistico africano, con la sua varietà di colori, territori, varietà faunistica – regalano ad ogni buca un mini safari, sono molto diversificati e appaganti, e risultano caratterizzati anche dai costi contenuti e altamente avvicinabili (massimo 45 euro di tariffa green fee).

Esclusi ovviamente quelli dislocati sulla costa, quasi tutti i percorsi golfistici sono situati in posizioni in grado di dominare il territorio circostante, ad un’altezza che varia tra i 1700 ed i 2000 metri sul livello del mare, e che permette lunghi e spettacolari colpi.

I primi campi da gioco realizzati in Kenya – grazie ai quali è nata la storia golfistica di questa zona – sono quelli situati presso la città di Nairobi, capitale del Paese: il Royal Nairobi risale al 1906, mentre il più celebre Muthaiga Golf Club ha come data di fondazione il 1913.

Per quanto concerne questo secondo famosissimo green, esso si sviluppa a 1710 metri d’altezza e si caratterizza per i numerosi ostacoli d’acqua e gli ampi dislivelli, che rendono il gioco assai appassionante. Il campo – sede dal 1968 del Kenya Open e luogo di passaggio per tantissimi golfisti europei – consente anche di accostarsi alla fauna locale – in particolare i macachi – che trasformano l’esperienza golfistica in qualcosa di molto vicino ad un vero e proprio safari, ogni volta emozionante e diverso.

Sempre nella zona della capitale, si sviluppa un altro green famoso che ha però altri focus attrattivi: stiamo parlando del Windsor Golf Hotel & Country Club, un resort di lusso dotato di 130 camere, inserito in una splendida struttura di stampo vittoriano, dotata di tutti i possibili confort. Il green risale al recente 1992 e crea un percorso assai diversificato, giocato tra meravigliosi fairway che si snodano attraverso la foresta vergine, frequenti bunker e ostacoli d’acqua sulle rive dei quali spesso si possono incontrare i magnifici rappresentanti della ricca fauna locale, in grado di rendere magica ogni buca.

Impossibile non citare altresì il Karen Country Club, il green posto accanto alla meravigliosa casa-museo della famosissima Karen Blixen, autrice de “La mia Africa”, campo divenuto famoso in quanto luogo di elezione di Edoardo Molinari in occasione del Kenya Open del 2007.

Altri meravigliosi campi sono poi quelli inseriti nel contesto della Rift Valley, la più grande al mondo, che collega Africa ed Asia lungo un’area di oltre ottomila chilometri.

La zona ospita il Great Rift Valley Longe & Golf Resort, una meravigliosa struttura con camere realizzate su suggestive palafitte in legno, da cui la vista può spaziare sulla sconfinata valle. Il green ospita oltre trecento specie volatili, antilopi e zebre, ed è posto ad un’altitudine di oltre duemila metri sul livello del mare.

Il Kenya è poi celebre per il Masai Mara, una delle zone più conosciute e visitate dai turisti di tutto il mondo. Anche in questo territorio è possibile coniugare piacere della scoperta africana con passione golfistica. Come? Soggiornando presso il Bateleur Camp, capace di regalare ai visitatori una totale immersione sensoriale nel meraviglioso contesto naturale, con tanto di tende-suites immerse nella foresta, spedizioni fotografiche e indimenticabili cene sotto le stelle.

Menzione speciale la merita infine il Baobab Coursesede ufficiale della PGA statunitense – inaugurato nel 2009 e prossima prestigiosa sede del Ladies European Tour, il green offre la possibilità di praticare un ottimo golf e di godere altresì della vicinanza dell’oceano, che lambisce la meravigliosa spiaggia adiacente alla struttura.

La quantità e la pregevolezza delle strutture golfistiche del Kenya dimostra quanto il turismo golfistico africano – in particolare keniota –  sia prolifico ed ormai perfettamente integrato nel contesto del Paese, in grado di estendere anno dopo anno il proprio bacino di utenza, rappresentando la perfetta sinergia tra natura, passione, sport e avventura.

Da provare.

Un’altra giovane campionessa, un’altra ragazza determinata a vincere, un’altra rappresentante della passione femminile per il mondo del golf.

E’ Diletta Facchini, la quindicenne fiorentina che da quest’anno farà parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, formata da tre ragazze decise a gareggiare passo dopo passo con grinta per portare alta l’egida del campo marignanese, obiettivo dopo obiettivo.

La squadra agonistica femminile – fortemente voluta dal Golf Manager Michele Bosco, golfista esperto e profondo conoscitore delle dinamiche del green – sarà seguita da Mauro Bianco e dagli altri maestri della accademia che da quest’anno sarà a disposizione dei golfisti sul fairway del Riviera Golf e darà l’opportunità di seguire tanti corsi diversificati e declinati differentemente, per seguire l’avvicinamento al golf o il perfezionamento della tecnica di gioco.

Diletta Facchini sarà allenata dai maestri e seguirà, insieme a Giorgia Piccini e Isabella Antonelli, un percorso fatto di impegno, determinazione e un calendario ricco di sfide che porteranno la squadra agonistica femminile del Riviera Golf a confrontarsi con tante altre giovani appassionate giocatrici, su diversi campi nazionali.

 

La giovanissima giocatrice è la dimostrazione dell’alta inclusività e della ampia trasversalità del golf, che può essere praticato fin dalla più tenera età, come ci racconta la stessa Diletta, che ha iniziato a giocare addirittura all’età di circa 5 anni, muovendosi sul fairway insieme alla sua famiglia, che l’ha sempre incoraggiata e sostenuta.

Diletta ormai può essere considerata una giocatrice esperta e dalle grandi abilità e – riguardo alla pratica golfistica – afferma che “il golf è attualmente uno sport praticabile da tutti e sicuramente non più costoso di altri, una pratica che mi affascina profondamente perché giorno dopo giorno mi regala la possibilità di mettermi alla prova sul piano fisico e mentale,  e l’occasione di raggiungere risultati individualmente, misurandomi con me stessa, la mia forza di volontà, superando paure e sfide”.

 

Sono ormai numerose le gare cui Diletta Facchini ha già partecipato in passato, ma, come ogni sportiva e come le sue compagne della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, nel suo cuore riserva certamente un posto speciale ad una competizione in particolare, la “Quercia d’oro”.

La gara, disputata lo scorso anno, ha segnato profondamente il ricordo della agguerrita quindicenne, perché, dopo aver chiuso il primo giorno in testa, Diletta sostiene di aver dovuto lottare con particolare grinta “per portare a casa un secondo posto su un campo sicuramente non dei più facili. L’ultimo giorno in particolare è stato molto impegnativo ma allo stesso tempo davvero emozionante, perché ho lottato insieme al mio caddy, il mio babbo, e siamo riusciti a portare a casa il massimo.”.

Davvero un ottimo risultato quindi, e profondamente significativo se si aggiunge il fatto che a seguirla come caddy c’era proprio un fan d’eccezione, quello più importante di tutti, il padre, pronto a sostenerla colpo dopo colpo con tutto l’amore possibile.

 

Quando le chiediamo di raccontarci le emozioni e le sensazioni provate sul green del Riviera Golf, ove si allena da quest’anno nell’ambito della squadra agonistica femminile, Diletta sottolinea che “la bellissima opportunità di entrare a far parte del team agonistico è stata resa possibile dalla conoscenza con l’amica –  e in seguito compagna di squadra – Giorgia Piccini e con Massimiliano Tanfi, che accompagna il nostro gruppo in occasione delle trasferte e delle diverse gare”.

E’ sorta così l’occasione di conoscere meglio il green del Riviera Golf, “location perfetta –  aggiunge Diletta – per migliorare giorno dopo giorno e realtà capace di creare un ottimo programma per gli agonisti e i golfisti più appassionati”.

La giovanissima golfista ha potuto così entrare a far parte della squadra agonistica femminile, “un team composto da valide giocatrici, con le quali ho instaurato un ottimo rapporto: amiche preziose “conosciute in modo sempre più approfondito durante le tante gare che ci hanno permesso di dare vita ad un ottimo feeling, fondamentale per dare il massimo all’interno della nostra squadra in rosa, la squadra agonistica femminile del Riviera Golf”.

 

Il 2018 si preannuncia così un anno davvero intenso e ricco di stimoli per la quindicenne fiorentina, determinata a “migliorare nel gioco, sperando di ottenere buoni risultati per inseguire il sogno nel cassetto e fare tante proficue esperienze nelle maggiori manifestazioni previste in calendario”.

 

E noi siamo certi che il Riviera Golf e la sua squadra agonistica femminile saranno l’occasione perfetta per Diletta – giovane con la testa piena di sogni e la grinta di una campionessa – e per i tanti appassionati e neofiti che decideranno di permettere alla loro passione di guidarli in un percorso ricco di divertimento, energia e … uno sport capace di affascinare, colpo dopo colpo.

 

 

Riviera Golf: lo sport è solo l’inizio.