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Filippo Bernabè : Insegniamo oggi ai giovani campioni di domani!

Il golf negli ultimi anni ha saputo mostrare la propria inclusività e la propria trasversalità, caratterizzandosi finalmente per ciò che è davvero, al di là dei pregiudizi: uno sport avvincente, altamente ricettivo e capace di emozionare tanti appassionati, provenienti da categorie socio-economiche, di genere e anagrafiche assai diversificate.

Uno sport amato da un pubblico sempre più vasto, che vi si accosta tramite il supporto di circoli, iniziative e professionisti sempre più mirati e strutturati.

Oggi ne parliamo con Filippo Bernabè, grande promessa del golf italiano, giovanissimo e preparatissimo maestro della “Mauro Bianco Academy” del Riviera Golf.

 

Sei giovanissimo eppure hai già dimostrato il tuo valore sul green e intrapreso un viaggio ricco di soddisfazioni e sfide. Da dove ha origine la tua passione per la pratica golfistica?

E’ un amore nato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il golf all’età di otto anni e che amavo sfidare sul campo, perché questo ci permetteva di trascorrere del tempo insieme, facendo una coinvolgente attività all’aria aperta.

Come si è sviluppato il tuo percorso nell’ambito della pratica golfistica? Quale le tappe, i momenti per te più salienti di questo tuo viaggio sul green?

Quando mi sono avvicinato al golf, l’ho fatto innanzitutto per divertirmi: per me era “solo” un gioco avvincente ed entusiasmante. Poi un giorno ho conosciuto il mio primo maestro, Verardo Matteo, che fin da subito mi ha mostrato la possibilità di fare della mia passione un mestiere: da quel momento è iniziato il mio avvicinamento al mondo dell’agonismo e delle competizioni. È stata una strada lunga e molto impegnativa, ma dopo tanti tentativi sono finalmente riuscito ad ottenere la tessera da professionista tanto sognata.

Secondo te quali sono i focus e le principali caratteristiche che distinguono il golf dagli altri sport e ne fanno un unicum?

Al contrario di tanti altri sport individuali, nel golf non si ha (quasi) mai un avversario diretto: sul green il tuo primo rivale è costituito dalla tua mente, dalle tue paure. Quando competi all’interno di una gara, quando colpisci la pallina, quando ti metti alla prova, avverti fortemente questo conflitto e davvero non c’è niente di più gratificante della possibilità di superare te stesso, colpo dopo colpo, buca dopo buca.

Delle tante competizioni, tornei, gare golfistiche, quale ti ha lasciato un segno indelebile e speciale?

Ricordo due gare in particolare che mi hanno profondamente segnato, e che ancora di tanto in tanto rivivo nella mia memoria.

La prima è stata al golf Club Marcata: il mio primo giro “sotto par” in una gara federale importante, uno score di 68 che mi ha catapultato in terza posizione, dandomi la possibilità di confrontarmi con i migliori giocatori italiani di quell’anno. Una grandissima emozione, impossibile da cancellare.

La seconda competizione che resterà impressa a lungo nella mia memoria è certamente rappresentata dai Campionati a Squadre A2: giocavo per il Riviera Golf, e, dopo la certo non brillante prestazione dell’anno precedente, partivamo sfavoriti. La soddisfazione maggiore è stata – per me che ero il capitano del team – posizionarci tra le prime sei squadre e qualificarci per gli A1. Una giornata da ricordare!

Cosa pensi dell’attuale panorama golfistico nazionale, anche in rapporto a quello internazionale?

Quello del golf – nonostante non sia uno sport che ci appartiene culturalmente e storicamente –  è per me una pratica affascinante ed avvincente, che ha bisogno di essere promossa in modo sempre più completo, programmato e strutturato.  In Italia c’è ancora tanto da lavorare: dobbiamo attivarci, creare una proficua sinergia tra le varie realtà sportive, dare vita a promozioni e campagne articolate e attivarci per aumentare sempre più il numero di neofiti, appassionati e golfisti.

Sei parte della “Mauro Bianco Academy” del Riviera Golf di San Giovanni in Marignano. Quali sono i  nuovi messaggi e i nuovi obbiettivi previsti?

È per me un grande onore cominciare a far parte di un team di maestri professionisti e lavorare a stretto contatto con Mauro Bianco e Gianfranco Riandi, grandi golfisti con alle spalle una carriera fatta di successi e sfide avvincenti.

Cercherò di affiancarli con grande attenzione ed energia, mettendocela tutta per apprendere il più possibile dalla vicinanza con due grandi campioni come loro.

Il nostro obbiettivo primario nell’ambito della  Mauro Bianco Academyè certamente far crescere il golf ed in particolare il Riviera Golf, dando la possibilità – ai golfisti già appassionati ma anche ai neofiti – di praticare all’interno di un ambiente sano e familiare, e di vivere questo sport divertendosi e migliorando colpo dopo colpo.

Cosa provi alla idea di lavorare sul green del Riviera golf?

Sono profondamente legato al green del Riviera, che mi ha visto crescere giorno dopo giorno e dove ora ho la possibilità di far coincidere la mia passione per il golf e l’amore per un lavoro che mi regala grandi soddisfazioni. Non posso davvero chiedere di più al momento: sono pronto a partire con questa nuova avventura con un grande carico di energia, passione e aspettative!

 

Sei la dimostrazione di quanto il golf possa essere amato e praticato anche dai ragazzi più giovani, energici e attivi. Quale direzione dovrebbe prendere la pratica golfistica per dimostrare la propria inclusività e trasversalità?

La scorsa estate ho potuto fare una esperienza molto formativa: ho infatti svolto il ruolo di maestro all’interno del Riviera Summer Camp, il camp estivo dedicato ai più piccoli (dai 6 agli 11 anni) e finalizzato ad avvicinare i giovanissimi alla pratica golfistica.

Per rendere la pratica golfistica ancora più fruibile ai giovani neofiti, per le attività del camp abbiamo scelto il metodo SNAG®, sistema ideale per l’approccio del golf in quanto appositamente studiato a partire dai due anni: sviluppato negli Stati Uniti, esemplifica tutti gli elementi basilari del golf, utilizzando una attrezzatura funzionale all’apprendimento dei bambini (palline contrassegnate da frecce per  visualizzare la direzione di gioco, supporti che sostituiscono la buca ed aiutano i principianti nel fare centro, bersagli simili a quelli del tiro con l’arco ed indicati a perfezionare la mira, bastoni diversificati a seconda delle diverse età). E’ certamente un metodo innovativo per avvicinare i più piccoli al golf, perché insegna la tecnica in modo divertente e naturale, partendo da sistemi di gioco che solo apparentemente sono più semplici rispetto alla classica lezione teorica, ma hanno come quest’ultima l’obiettivo di preparare tecnicamente i bambini, tenendo sempre presente la loro innata propensione al divertimento e al ludus.

Questa bellissima esperienza è stata per me centrale per capire quanto il golf possa essere apprezzato anche dai più piccoli, che –  quasi quanto innanzi ai tanto diffusi e criticati videogiochi! – si sentono spronati a tentare e ritentare all’infinito il colpo, misurandosi attimo dopo attimo con le difficoltà incontrate sul green, crescendo così attraverso la sfida contro se stessi.

Il golf è uno sport davvero trasversale e capace di far maturare i piccoli neofiti, ponendoli a contatto con valori e principi che risultano poi fondamentali anche nella quotidianità al di fuori della pratica golfistica: ad esempio, nel golf non ci sono arbitri quindi al bambino sono richiesti grande integrità e rispetto nei confronti del campo, del gioco e degli altri giocatori…davvero un grande insegnamento da trasferire dal green alla vita di tutti i giorni!

 

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione del Riviera Golf?

Sono molto fiducioso quando penso al prossimo futuro del Riviera Golf: ho dei colleghi fantastici, entusiasti e preparati, che come me daranno certamente il massimo nell’ambito di un campo – quello del Riviera Golf – che anche nell’ultimo periodo ha conosciuto un vero e proprio cambio di marcia, attraverso il miglioramento dei servizi, la creazione di offerte altamente diversificate e il rinnovamento di uno spirito golfistico sempre più dinamico e fresco.

Sono certo che, grazie alla “Mauro Bianco Academy”, ai numerosissimi golfisti che ci seguono e ai tanti neofiti che miriamo a coinvolgere, quella che abbiamo davanti sarà una grande stagione per il nostro green e un grande momento di crescita professionale e personale anche per…Filippo Bernabè.

 

Tel. +39 0541 955009
Email info@rivieragolf.it

Mauro Bianco classe ’62, professionista dal lontano 1984, una carriera ricca di successi, gare ed ottimi risultati.

Sarà la punta di diamante della “Mauro Bianco Golf Academy”, che da quest’anno i golfisti – già praticanti o neofiti – potranno trovare presso il Riviera Golf di San Giovanni in Marignano.

Tantissimi i progetti in programma, numerosi ed articolati gli obiettivi previsti, variegate le declinazioni delle attività in calendario per la stagione 2018.

Iniziamo a scoprire le novità attraverso l’intervista che il maestro Bianco ci ha rilasciato per delineare un anno che si preannuncia ricco di stimoli ed entusiasmo.

 

Quale l’origine del suo amore per la pratica golfistica?

“Il mio amore per questo sport è nato da mio padre Mario, anche lui maestro di golf, nei primi anni ‘60 al Golf Club Menaggio, uno dei campi più vecchi d’Italia, dove abitavamo una casa collocata sul Tee della buca uno. A quel tempo non esistevano né golf cart né carrelli elettrici, solo i caddies, che nei momenti di pausa o nell’attesa dei loro clienti, mi portavano in campo a giocare. Lì è scattata la scintilla.”

Come si è sviluppato il suo percorso professionale? Quale le tappe, i momenti più salienti di questo suo viaggio sul green?

“Il mio percorso professionale è partito a 22 anni. In quel periodo le gare erano poche e non era facile competere: ad ogni torneo incontravi “il meglio” del golf professionistico. Insieme ad alcuni colleghi Italiani nel 1985 mi sono iscritto alla qualifica per giocare il Tour Europeo, superandola e ottenendo la possibilità di misurarmi in quel contesto così stimolante.

Con la carta del Tour ho giocato fino al 1987, anno in cui è arrivato il grande Costantino Rocca, professionista dal grande successo e uomo profondo, sicuro e caparbio con il quale ho condiviso tante trasferte e bellissimi ricordi.

Dopo questa esperienza, molto positiva per la mia crescita professionale ed umana, ho giocato alcuni anni sul Challenge Tour.

Nel 1994 sono stato poi scelto dal Golf Club Bologna, il circolo più prestigioso della città e storico campo emiliano, dove ho lavorato come maestro titolare fino al 2016.”

Quali sono i focus e le principali caratteristiche che distinguono il golf dagli altri sport e ne fanno un unicum?

“La pratica golfistica possiede caratteristiche e finalità che la avvicinano certamente agli altri sport: divertirsi con gli amici e giocare bene per chi la vive come passa tempo, vincere, dare il meglio di sé o primeggiare per chi la affronta come professione.

Quello che invece distingue il golf è la possibilità di giocare immersi nella natura e godere di paesaggi e posti meravigliosi, ma altresì la riservatezza, le riflessioni, i calcoli, i tempi “morti” che ci sono tra un colpo e l’altro, e che permettono al giocatore di vagare con la mente, seguendo il flusso dei pensieri.

Ma più di tutte il golf ha una caratteristica che lo diversifica significativamente nel panorama sportivo: insegna all’educazione ed al rispetto per i compagni di gioco, anche se avversari.

Gli altri sport sono diventati molto esasperati, spesso non si ha tempo per riflettere, ma si vive una incessante lotta contro il tempo ed il cronometro: il golf invece è ancora lo stesso.”

Delle tante gare e tornei, quale ha lasciato un segno indelebile e particolare nella sua memoria di golfista?

“Penso in particolare a due diverse competizioni, che mi porterò sempre nel cuore: i “Campionati del Mondo dilettanti a squadre”, la gara più importante a cui un appassionato possa partecipare, dove i migliori quattro atleti di ogni nazione si sfidano per quattro giorni; ed il “British Open Senior”, giocato recentemente nel 2015, dove mi sono confrontato con Tom Watson, Gary Player, Fred Couples, Bernard Langer e tanti altri grandi campioni del golf.”

Cosa pensa dell’attuale panorama golfistico nazionale?

Sono certo che si possa e si debba fare molto di più: in Italia mancano la cultura e la consapevolezza, ed il golf è ancora visto come un gioco e non come un vero e proprio sport. Francesco Molinari e Matteo Manassero sono attualmente le nostre risorse più grandi, e dovremmo sfruttare meglio l’enorme risonanza che questi due atleti stanno avendo in campo mondiale.

Nonostante il numero così esiguo di golfisti praticanti in Italia, il rapporto tra il livello agonistico dei giocatori italiani e quello del resto del mondo è positivo. Mi piacerebbe che la Federazione preparasse un programma ben articolato, da portare in ogni regione del nostro Paese per lo sviluppo del golf a livello giovanile, iniziativa che si rifletterebbe poi in modo proficuo sui genitori, incrementando il numero dei golfisti italiani.”

E’ l’anima della “Mauro Bianco Golf Academy” del Riviera Golf. Quale è il focus del nuovo messaggio e dei nuovi obbiettivi previsti?

“Centrale per noi sarà mostrare la possibilità di praticare il golf con facilità e divertimento.

Per quanto concerne gli obiettivi che ci siamo posti, siamo determinati a far sì che i soci del Riviera Golf frequentino il green anche al di fuori delle gare,  e che – grazie alla presenza quotidiana dei professionisti della “Mauro Bianco Golf Academy” – possano allenarsi regolarmente su tutte le aree del gioco, sia sul percorso sia in campo pratica, anche attraverso esercizi specifici, ed avere così la possibilità di confrontarsi con noi e con gli altri giocatori, attraverso incontri periodici per verificare costantemente i loro progressi.

Inoltre abbiamo in programma di potenziare la dimensione agonistica, resa possibile anche dall’ottima posizione geografica e dalla struttura della realtà del Riviera, così completa ed articolata: vorremmo che il nostro campo diventasse un punto di riferimento per chi scelga di fare del golf una professione. In quest’ottica si inserisce la volontà di portare le squadre agonistiche maschili e femminili a qualificarsi tra le prime 12 del ranking nazionale, e conseguentemente creare tra coloro i quali svolgono attività agonistica giovanile il desiderio di poter essere selezionati agli allenamenti con la prima squadra.

Abbiamo previsto inoltre corsi mirati al perfezionamento nelle aree di gioco più tecniche e difficili, a tutti i livelli e per tutte le categorie. Short Clinic, Golf Clinic ed anche un corso mirato per neofiti ad un costo vantaggioso per chi si vuole avvicinare a questa disciplina così coinvolgente.

Le novità in programma sono davvero tante ed altamente diversificate.

All’interno della nostra Academy saranno poi coinvolti due golfisti validi e preparati, che mi affiancheranno durante tutto l’anno: l’amico Gianfranco Riandi, professionista di Roma che vive a Bologna da qualche anno, profondo conoscitore delle tecniche golfistiche ed ottimo stratega in campo; e il giovane Filippo Bernabé, assistente in costante crescita dal punto di vista personale e organizzativo, sempre attento e disponibile ad imparare, dotato di una profonda empatia che gli sarà utile per interfacciarsi con i giovani e portare avanti lo sviluppo dell’attività giovanile, compreso il progetto dedicato al coinvolgimento delle realtà scolastiche disseminate all’interno del nostro territorio.”

Quali sono le caratteristiche peculiari del green del Riviera che l’hanno spinta a intraprendere questa nuova tappa del suo percorso professionale e ovviamente personale?

 

“Il campo del Riviera Golf – realizzato in due momenti differenti da Luigi Rota Caremoli e Graham Cook, architetti di fama internazionale – anche se “giocato” per più giorni consecutivi non dà minimamente l’impressione della monotonia. E’ un green che risulta molto tecnico nella prima parte e in quella finale, mentre nella parte centrale del percorso pare perfetto per i “picchiatori”: questa varietà nell’andamento del terreno e nell’aspetto dei fairway e delle buche rende il campo molto divertente da vivere, e contribuisce a contraddistinguerlo positivamente.

 

La spinta ad intraprendere questa nuova tappa del mio percorso professionale e personale viene da Michele Bosco, Golf Manager del Riviera Golf, il quale nell’estate del 2017, spiegandomi il suo progetto, ha manifestato fortemente la volontà di avermi al suo fianco. La proposta mi ha attratto e da subito ho condiviso il desiderio di mettere in pratica un progetto ben strutturato e declinato in tante differenti proposte e vari interventi.

 

Abbiamo concordato la necessitò di una Golf Academy ben strutturata, ove tutti i golfisti già praticanti o neofiti potessero trovare un punto di riferimento stabile per potersi allenare e trarne risultati vincenti e concreti.

Questa è per me una bellissima sfida, e sono certo che la sinergia tra il Riviera Golf e la “Mauro Bianco Golf Academy” risulterà vincente.”

 

Cosa si aspetta dalla nuova stagione del Riviera Golf?

“Sarà certamente una stagione molto stimolante: il rapporto e la sinergia tra noi professionisti e tutti i soci si approfondirà sempre di più, e mi auguro che il legame tra tutti i soggetti diventi in breve tempo solido. Uno dei miei obiettivi principali resta sempre quello di poter insegnare ai golfisti del Riviera Golf come sia più semplice colpire la palla in maniera ferma e consistente, unitamente alla volontà di porre le basi strategiche e concrete per la stagione successiva, portando le nostre squadre in giro per l’Italia e facendo loro raggiungere ottimi risultati.

C’è molto da fare e l’atmosfera in cui abbiamo la possibilità di operare al Riviera Golf è davvero energica, positiva e ricca di stimoli. Sarà un anno intenso!”.

 

Per info

Tel. 0541955009
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