villa cenzina riccione

Nuovo intenso fine settimana al Riviera Golf di San Giovanni in Marignano, dove si sono svolte due giornate di competizioni.

Riviera Golf Pool Cup by Villa Cenzina

premiazione gara golf

Sabato 29 si è disputata la Pool Cup by Villa Cenzina, l’ambizioso progetto immobiliare di residenze di lusso nato a Riccione. La stableford tre categorie ha visto la partecipazione di numerosi giocatori che si sono confrontati in una splendida giornata di sole sul green del Riviera.

In prima categoria si sono imposti tre golfisti del Riviera: al primo netto la giovane Giorgia Piccini (di Mercatello sul Metauro in provincia di Pesaro-Urbino) con 40 punti, secondo posto per la riccionese Nicoletta Michelini con 38 punti, mentre il primo lordo con l’ottimo score di 37 punti (-1 sul campo) se lo è aggiudicato un giovane talento, il pesarese Lorenzo Santinelli.

In seconda categoria, gradino più alto per la piccola promessa del Riviera, il riccionese Diego Emanuele Danzi con 43 punti, mentre al secondo posto si è posto con 40 punti Walter Besana del Des Ile Borromées Golf Club sul Lago Maggiore.

Infine in terza categoria, sul podio al primo posto un giocatore del Riviera, il pesarese Patrick Risa con 42 punti, mentre sul secondo gradino è salita la fanese Barbara Caporaletti (Monte Giove Golf Club) con 39 punti.

Premi speciali: primo lady alla giocatrice del Cervia Golf Club Giulia Graziani, mentre primo seniores al golfista del Riviera Daniele Longhini da Fano.

Seconda tappa del Bretagna Tour

Domenica 30 si è svolta la seconda tappa del Bretagna Tour, gara la cui finale mondiale avrà poi luogo in Bretagna.

In prima categoria, primo netto per Paolo Righi (Paradiso del Garda Golf Club) con 37 punti, secondo posto al cattolichino Roberto Lenti (del Riviera) 37 punti, mentre primo lordo a Gianluca Dell’Orco con 29 punti (Orsini Golf Club).

In seconda categoria si sono distinti due giocatori del Village Golf Club nelle Marche: sul primo gradino è salito Stefano Olivieri con 41 punti, mentre al secondo posto con 39 punti Marco Baldoni.

Infine, in terza categoria primo posto per Jrma Kehrer (del Riviera) con 38 punti, seconda posizione per Cristina Scandalli del Mia Golf Club con 36 punti.

Premi speciali a due pesaresi, entrambi giocatori del Riviera: primo lady ad Annunziata Persini con 38 punti, primo seniores a Gianfranco Manfroni con 38 punti.

Prossimi appuntamenti IMPERDIBILI:

Prossimi appuntamenti previsti per sabato 5 agosto con la gara benefica (18 buche stableford tre categorie) “Gli amici di Paolo” per i terremotati marchigiani, sponsorizzata in primis da Il Resto del Carlino.

logo pascucci

Domenica 6 sarà la volta dell’attesissima stableford Pascucci Cup.

Si preannuncia un altro fine settimana intenso. NON MANCARE!

Iscriviti alla gara segreteria@rivieragolf.it

guinness world records

GOLF…A TEMPO DI RECORD

1. Il maggior numero di campi da golf a 18 buche visitato in un anno

golf records coppia

I coniugi canadesi Cathie e Jonathan Weaver – entrambi appassionati golfisti – tra il 1 aprile 2008 ed il 31 marzo 2009 hanno visitato e giocato su 449 campi tra Stati Uniti e Canada.

I due golfisti hanno attraversato numerosi Paesi:

Columbia Britannica, Alberta, Saskatchewan, Manitoba, Ontario, Quebec, New Brunswick, Isola del Principe Edoardo, Nuova Scozia, Terranova (tutto il Canada) e Maryland, Carolina del Sud, Georgia, Florida, Alabama, Mississippi, Texas, Nuovo Messico , Arizona, California, Oregon e Nevada (tutti gli Stati Uniti).

Il loro personalissimo tour li ha portati a visitare mediamente 8,6 campi da golf a settimana…non male come media!

2. La più giovane realizzatrice di un Hole in One

bambina gioca a golf

Il 1° luglio 2007 Soona Lee-Tolley, giovanissima americana di soli di 5 anni, ha realizzato un incredibile Hole in One al par 3 presso il Manhattan Woods Golf Club di West Nyack, (New York).

Soona è diventata così la più giovane a realizzare un simile e fortunatissimo colpo.

3. Più longevo socio di golf club

giocatore golf anziano

La passione di Geoffrey Crosskill per il golf dura da tempo:

iscritto per la prima volta all’età di 12 anni, all’Eaton Golf Club di Norwich (Regno Unito) il golfista continua tutt’oggi a dedicarsi al suo sport preferito con un handicap attuale di 16.

La sua iscrizione al Club ha avuto una durata eccezionale, da record, di ben 82 anni e 18 giorni, dal 1 gennaio 1934 al 18 gennaio 2016.

Una passione…ormai storica.

4. La più grande collezione di cimeli di club di golf

collezione cimeli golf

Robert Lantsoght di Malaga (Spagna) nel 1992 ha iniziato la sua personalissima collezione di cimeli provenienti da golf club di tutto il mondo, che espone con orgoglio presso il suo ristorante e che ora ha raggiunto la notevole quantità di ben 4.393 pezzi!

5. Il tiro più distante contro un’auto in movimento

golfista tira contro auto

Una sfida particolare quella che si è svolta presso l’Aerodrome di Dunsfold (Surrey, Regno Unito), ove il golfista Jake Shepherd è riuscito a colpire con la pallina la Mercedes-Benz guidata dall’ex pilota di Formula Uno David Coulthard.

L’auto – che viaggiava ad una velocità di oltre 200 chilometri orari – è stata colpita dall’eccezionale campione, che è riuscito ad imprimere alla pallina una velocità di 286,46 km/h, facendole compiere una traiettoria di oltre 275 metri.

6. La distanza più lontana tra due gare di golf giocate lo stesso giorno

Il 21 maggio 2006 l’australiano John Knobel ha giocato due round a 18 buche, prima al Coast Golf Club di Sydney in Australia, e successivamente al Forest Park Golf Club di Woodhaven (New York).

La particolarità dell’impresa? I due campi distavano uno dall’altro 15.982 km. Cosa non si fa per amore!

7. I più anziani vincitori di tornei

C. Arthur Thompson (1869-1975) di Victoria, (Columbia Britannica, Canada) nel 1973 alla veneranda età di 103 anni ha vinto una gara nel corso degli Uplands, divenendo così il più anziano vincitore al mondo!

In ambito femminile, invece, il record appartiene alla giapponese Kayoko Fukui (nata nel 1936) che il 16 agosto 2007 ha vinto a 70 anni e 315 giorni una gara presso il Taiheiyo Golf Club (a Kuruizawa in Giappone).

8. Il Golfista professionista più alto

golfista molto alto

Il giocatore professionista più alto è il tedesco Marcel Pickel, classe 1984, che ha giocato sulla PGA di Germania Tour dal 2010 al 2013. Pickel è alto 2 metri e 6 cm!

9. Il maggior numero di Hole in One in un’unica gara

Il 22 giugno 2015 l’americano Patrick Wills presso il Laurel Hill Golf Club di Lorton in Virginia (Stati Uniti) ha realizzato ben 3 Hole in One in un’unica competizione…una mira eccezionale!

10. La Golf Car più lunga del mondo

golfcar lunghissima

Nel 2013 a Perry, in Georgia (Stati Uniti) si è stabilito un record assai particolare, quello della golf car più lunga al mondo! A vincere il particolare primato è stata la vettura stata realizzata da Mike’s Golf Carts con i suoi eccezionali 9.62 metri di lunghezza!

11. La Golf Car più veloce

golf car che sgomma

Rimanendo sempre in ambito delle golf car, il 31 ottobre 2014, presso il Darlington Dragway di Hartsville in Carolina del Sud (USA), Robby Steen ha guidato la sua ‘Bandit’, realizzata da Plum Quick Motors, raggiungendo la straordinaria velocità di 191,12 chilometri orari.

12. Il legno più lungo

uomo con bastone golf

Il tedesco Kasten Maas detiene un record particolare: ha infatti giocato con il bastone più lungo al mondo…ben 4.39 metri! Avrà vinto?

 

logo engel&voelkers

Al Riviera Golf di San Giovanni in Marignano domenica 2 luglio 70 partecipanti si sono sfidati all’interno della ALL INCLUSIVE GOLF CHALLENGE CUP by ENGEL & VÖLKERS RICCIONE (clicca sul link per leggere i risultati gara).

Abbiamo intervistato Francesco Quintavalla Licence Partner della sede ENGEL & VÖLKERS RICCIONE.

SEDE:
Viale Dante Alighieri 88 | 47838 Riccione
INFO :
riccione@engelvoelkers.com

Il team e alcune proposte della sede ENGEL & VÖLKERS RICCIONE

jack daniels golf cup

Week-end intenso di gare al Riviera Golf Club di San Giovanni in Marignano, dove sabato 1 luglio si è disputata la JACK DANIEL’S CUP 2017 mentre domenica 2 si è giocato il torneo ALL INCLUSIVE GOLF CHALLENGE CUP by ENGEL & VÖLKERS RICCIONE.

JACK DANIEL’S CUP 2017

premiazioni gara golf

La  ha ottenuto un grandissimo successo in termini di partecipanti: sono stati infatti 110 a gareggiare all’interno di questo grande appuntamento, unica data italiana della celebre competizione.

Nella prima categoria, primo classificato netto è stato Paolo Pettorossi (Golf Torrenova), mentre secondo posto per il pesarese Andrea Ricci del Riviera Golf; primo lordo va ad Alberto Kellner (milanese ma assiduo frequentatore del Riviera).

Nella seconda categoria si è distinto il giocatore del Riviera Paolo Tomassini, mentre sul secondo gradino è salito Gianluca Giardini (Tourist Golf Club).

Per quanto concerne infine la terza categoria, primo posto conquistato dal marchigiano Marco Panzini (Village Golf Club) , mentre il secondo posto è stato raggiunto dal giovanissimo fanese e giocatore del Riviera, Francesco Currenti.

Premi speciali: primo lady alla pesarese Nicoletta Ricci del Riviera, mentre il primo juniores ed il primo seniores ai due marchigiani Giacomo Toccaceli ed Andrea Rimini (Mia Golf Club)

Tra i premi speciali, impossibile non citare poi il fantastico Hole in one di Gianluca Gandolfi (Tourist Golf di Bologna).

La competizione si è conclusa con la premiazione e la distribuzione di gadget ai partecipanti.

ALL INCLUSIVE GOLF CHALLENGE CUP by ENGEL & VÖLKERS RICCIONE

vincitori gara golf

Importante appuntamento golfistico anche quello che è seguito domenica 2, quando 70 partecipanti si sono sfidati all’interno della ALL INCLUSIVE GOLF CHALLENGE CUP by ENGEL & VÖLKERS RICCIONE.

I giocatori del Riviera Golf hanno fatto piazza pulita degli sfidanti, conquistando tantissimi premi e posizioni vincenti.

Nella prima categoria si sono distinti due giocatori del Riviera, al primo posto il pesarese Guido Giunta ed al secondo Enrico Bernabè (San Giovanni in Marignano).

Seconda categoria conquistata dalla sempre vincente cattolichina Orietta Barocci al primo posto, seguita al secondo posto dal riminese Loris Cerbara.

Terza categoria segnata dal pesarese Enrico Bastianelli che ha conquistato il podio, mentre la seconda posizione se l’è aggiudicata il fanese Gabriele Crimi.

Premi speciali: primo lordo al sammarinese Federico Peliccioni, primo lady per la giocatrice del Riviera Consuelo Vagnini e primo seniores a Maurizio Facchini (del Riviera).

Prossimi importanti appuntamenti previsti per l’imminente fine settimana.

Sabato 8 si svolgerà la gara 18 buche stableford APART REVOLUTION TOUR 2017 (valida per la qualificazione per la finale nazionale prevista in ottobre) e domenica 9 avrà luogo il BRETAGNA TOUR ( che consentirà l’accesso diretto alla semifinale nazionale).

Da non perdere.

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Quando pensiamo alle origini del golf, inevitabilmente la mente ci riporta alla Scozia e all’Olanda, i due Paesi che da sempre si contendono la nascita di questo meraviglioso ed appassionante sport.

Ma siamo proprio sicuri che la pratica golfistica sia scaturita nel nord del mondo conosciuto? Quali sono le vere origini del golf?

E se invece qualcuno vi dicesse che un gioco molto simile al golf nacque ben prima in…Cina?

Nel 2005 il professor Ling Hongling della Lanzhou University ipotizzò che fin dalla dinastia Thang Meridionale, ben 500 anni prima dell’arrivo in Scozia, un gioco molto simile si giocasse in Cina, Paese in cui attualmente il governo da qualche tempo sta adottando numerose e severe restrizioni contro il golf, “sport destinato ai privilegiati”.

Infatti, un’attestazione di questo primato è probabilmente presente all’interno degli Archivi Dongxuan risalenti alla dinastia Song (960-1279), ove intorno al 1282 A.D. sono riprodotte alcune immagini che descrivono un gioco già diffuso e chiamato chuiwan (ove con “chui” si indica l’azione del colpire una palla, coincidente con il termine “wan”) praticato con 10 mazze (con caratteristiche molto simili ad un driver, a un legno 2 e un legno 3), che dovevano sospingere alcune palle all’interno di buchi scavati nel terreno.

Probabilmente – considerati i preziosi decori in oro e giada presenti sulle mazze – era un gioco destinato alle classi più agiate ed alle corti imperiali.

 

Se la paternità cinese fosse confermata, ciò porterebbe alla necessità di retrodatare la nascita del golf intorno al 943 A.D. e quindi a ben cinque…secoli prima della data ufficiale, il 1457, anno in cui viene utilizzato il termine “gowf” all’interno di un editto scozzese che lo proibiva in quanto “distraeva le milizie” (data che però forse va anticipata di qualche anno, come vedremo presto in occasione di altro articolo qui sul blog).

[ LEGGI ANCHE “SAI DA DOVE DERIVA LA PAROLA GOLF?”]

Il professor Hongling sostiene che il gioco fu successivamente esportato in Scozia da viaggiatori e commercianti mongoli nel tardo Medioevo, ipotesi avversata dal celebre e antico Royal and Ancient Golf club di St.Andrews, ove pur ammettendo l’esistenza di antecedenti giochi simili – affermano che “il golf come lo conosciamo oggi, giocato su 18 buche, ha chiaramente avuto origine in Scozia”.

Indipendentemente da come effettivamente sia nato, quella della genesi orientale resta un’ipotesi interessante ed affascinante, avvalorata dalle tante attestazioni iconografiche ed altresì dalla presenza di floride e numerose tratte commerciali tra Oriente ed Europa, ben prima della nascita ufficiale in terra scozzese del nostro amato golf.

Dai Ming al Riviera Golf … vieni a provare a giocare a golf con noi!

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curiosità sul golf

Oggi ti sveliamo 5 curiosità sul golf per regalarti un sorriso e augurarti un buon inizio settimana…golfistica o lavorativa che sia!

1 Perché la superficie delle palline da golf è bucherellata?

seduta golf al riviera

Le “fossette” presenti sulle palline – un tempo assenti ed introdotte sistematicamente solo agli inizi del Novecento – sfruttano l’aerodinamica, la scienza incentrata sullo studio della dinamica dell’aria e sulle modalità con cui quest’ultima interagisce con i corpi solidi. In molti sport questa componente è fondamentale: pensiamo alla Formula 1, al ciclismo o allo sci, attività in cui risulta centrale lo studio di come l’atleta/il pilota entra a contatto con la resistenza dell’aria, sfruttandola al meglio. Lo stesso avviene nel golf, ove – oltre alla forza, alla traiettoria ed alla precisione – risulta fondamentale la capacità delle palline di interagire positivamente con la resistenza dell’aria (creando il cosiddetto effetto Magnus), vantaggio che in passato – al tempo delle palline realizzate in legno e successivamente dal 1848 in guttaperca – non si conosceva, e che si scoprì quando ci si rese conto che le palline ammaccate e apparentemente più “rovinate” fendevano meglio l’aria e raggiungevano distanze maggiori! Da quella scoperta trasse l’idea Coburn Haskell, golfista di Cleveland – che nel 1899 progettò e brevettò le prime palline con cuore di caucciù rivestito in balata e già caratterizzate dalle fossette – che solitamente ricoprono almeno l’80% della superficie e che sono a forma di pentagono o esagono, e di grandezze diverse – ed il gioco del golf iniziò a diventare molto più…veloce!

In foto Limited ed. GUFRAM @Riviera Golf Resort ( Il Prisma Rimini )

2 Il golf, uno sport…lunare

uomo che gioca a golf sulla luna

Durante la spedizione spaziale del 1971 con l’Apollo 14, l’astronauta americano Alan Shepard Junior, porto con sé un ferro 6, precedentemente modificato e adattato per l’occasione, e alcune palline con cui praticò sul suolo lunare, ottenendo un doppio record: fu infatti il primo golfista interplanetario e ancora oggi detiene il primato di… tiro più lungo con un ferro 6!

3 Un volo di 471 metri

Nel 1974, in occasione dello US National Senior Open Championship, Michael Hoke Austin compì una impresa quasi impossibile: in presenza della buca 5 del Winterwood Course a Las Vegas, che prevedeva un par 4 di 411 metri, il golfista tirò un drive eccezionale: la pallina infatti arrivò di volo in green, rotolando per oltre 60 metri oltre la buca, sospinta da raffiche di vento che soffiava a una velocità di 56 km/h. risultato? Un volo di 471 metri!

4 Giacca verde all’asta

L’origine della tradizione legata alla giacca verde risale al 1937, quando venne per la prima volta consegnata ai soci dell’Augusta National Golf Club; dal 1949 essa viene donata al vincitore del celebre Masters (uno dei Major più importanti) ed è un riconoscimento estremamente ambito. Nel 1994 una Giacca Verde ufficiale – risalente con tutta probabilità agli anni Cinquanta ma di cui non si conosce il proprietario – fu acquistata presso un mercatino dell’usato a Toronto per soli 5 dollari! L’Augusta National Golf Club confermò l’autenticità del prezioso cimelio, anche se non ne svelò l’originaria appartenenza e le modalità con cui il prezioso trofeo fosse riuscito a migrare dalla Georgia all’Ontario. Il fortunato acquirente giocò un colpo da maestro quando accettò di mettere all’asta il pezzo che, partito con un prezzo di partenza di 5000 dollari, fu venduto – dopo 35 rilanci – per la fantastica cifra di…139.348 dollari!!!

5 Ansia da perdita pallina? VADE RETRO!

golfisti-cercano-palla

Un tempo assai costose, le palline da golf erano oggetti di complessa e onerosa costruzione, capaci di deteriorarsi velocemente in caso di sosta prolungata in zone del campo molto umide, insomma un lusso che non andava certo perso e per cui esisteva una figura precisa – il “fore caddie” – che aveva il compito di anticipare il gruppo di giocatori ed individuare la probabile area di ricadute delle palline stesse, al fine di recuperarle velocemente.

Attualmente, la necessità di creare palline che – se perse – non abbiano un impatto negativo sull’ambiente, ha spinto i ricercatori a progettare balls ecologiche, il cui prezzo si aggira in media attorno al dollaro per pezzo, costo ultimamente ribassato grazie all’invenzione studiata presso la University of Main:

qui è infatti stata messa a punto una pallina ricavata dal carapace dei crostacei (astici e aragoste), scelta ecologica ed economica in quanto il costo di una singola pallina si abbassa a soli 0.19 dollari e permette di ottenere un oggetto perfettamente biodegradabile e…totally green!

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Ci auterai nella nostra missione… far conoscere questo bellissimo sport per quello che VERAMENTE è, sdoganando i vecchi e falsi pregiudizi che vedono il golf come un gioco per pochi.

VIENI a trovarci al Riviera Golf, ti aspettiamo!

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I love golf gadget

I love GOLF! Milioni di appassionati in tutto il mondo, decine di competizioni, tantissimi sponsor interessati ad investire…quale il segreto del nostro amato golf, sport antico e capace di coinvolgere così tante persone?

Proveremo oggi a svelarvi – certi di elencarne solo una piccola parte – i…10 motivi per amare il golf!

1 PERMETTE DI STARE ALL’ARIA APERTA

i love golf

I love GOLF! Ampi spazi, distese verdi, panorami rilassanti e suggestivi, lunghe camminate in mezzo alla natura a contatto con le bellezze del territorio. Il golfista è uno sportivo che vive necessariamente la propria passione in ambienti aperti e in luoghi caratterizzati soventemente da un elevato pregio naturalistico (come ad esempio il Riviera Golf, situato all’interno della magnifica Oasi faunistica del Conca!), elementi questi che rendono la pratica golfistica piacevole e particolarmente preziosa per i tanti appassionati che spesso vivono in grandi città, o che comunque passano gran parte del tempo in territori altamente urbanizzati. Inoltre, una ricerca pubblicata sulla rivista “Environment Science and Technology” ha evidenziato come la pratica di una attività all’aria aperta aiuti ad aumentare i livelli di energia e – per contro – a diminuire lo stato di stress, depressione e rabbia…e ciò ci conduce direttamente al secondo importante vantaggio derivante dal golf.

2 AIUTA A MIGLIORARE/MANTENERE IL BENESSERE FISICO

I love GOLF! Il golf allena l’elasticità muscolare e la coordinazione, permette di mantenere una frequenza cardiaca non troppo elevata, riducendo così il rischio di sovraccarichi cardiaci e pressori, ed allena il fisico perché presuppone, per ogni sessione di gioco, la possibilità di camminare mediamente per cinque ore, lungo una distanza che va dai 5 a 8 km, con conseguenti vantaggi sul colesterolo e la glicemia. Una ricerca pubblicata sulla rivista “Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports” – che ha analizzato un campione di 300.818 giocatori – ha evidenziato come il tasso di mortalità dei golfisti sia risultato inferiore del 40% e conseguentemente l’aspettativa di vita è apparsa superiore di 5 anni. Il golf è dunque uno sport che allunga…la vita.

[ Leggi anche GIOCARE A GOLF, IL WELLNESS CHE ALLUNGA LA VITA ]

3 FA SORRIDERE

I love GOLF! E’ ormai dimostrato che il golf consente di aumentare il livello di endorfine, con un positivo effetto anche sull’umore e lo stato mentale di chi lo pratica. Le endorfine – scoperte solo nel 1975! – sono prodotte dal sistema nervoso centrale e costituiscono una sorta di potente analgesico naturale in grado calmare il dolore ed aumentare il benessere; rilasciate dal corpo durante l’attività sessuale, durante lo sport o mentre si gustano particolari tipi di cibi (come ad esempio il cioccolato), vengono altresì definite come l’“ormone della felicità” proprio per la loro capacità di donare euforia.

4 ALLENA LA MENTE E COSTITUISCE UN’OTTIMA PALESTRA DI VITA

I love golf bambini in campo

I love GOLF! Per le sue caratteristiche di gioco, il golf favorisce la concentrazione su un obiettivo che è tecnico, ma anche mentale. E’ altresì una pratica che favorisce la sana competizione e insegna il valore dell’etica e dell’onestà, in campo ed oltre il green: è infatti significativo che nel golf non esista un vero e proprio arbitro, ma ci si affidi all’autodisciplina ed alla correttezza morale del singolo giocatore, senza la presenza di un controllo dall’alto; lo “spirito del golf” , al di là di necessità di gioco, diviene pertanto vera palestra di vita anche per i giocatori più piccoli, chiamati a misurarsi con una pratica che risulta divertente e stimolante, ma anche utile per il loro sviluppo etico e cognitivo, affinando in loro le capacità di autoanalisi e di autocontrollo, la necessità di affrontare le frustrazioni e di raggiungere obiettivi crescenti.

[ Leggi anche GOLF E BAMBINI, IL RIVIERA SUMMER CAMP ]

5 FAVORISCE LA SOCIALIZZAZIONE

I love GOLF! Benché – lo dicevamo – si tratti di uno sport altamente competitivo, il golf risulta una pratica che ha in sé una doppia valenza: se da un lato è infatti evidente una caratterizzazione fortemente individualistica, dall’altro ha un’indubbia valenza socializzante, resa possibile dall’articolazione del gioco e della partita stessa, in cui i giocatori trascorrono – durante gli spostamenti sul green – lunghi momenti insieme, confrontandosi e comunicando, elemento importante e fortemente caratterizzante di questo bellissimo sport.

6 È UNA DISCIPLINA PER TUTTI

I love golf

I love GOLF! Il golf è uno sport trasversale ed altamente inclusivo, che ha ormai dimostrato quanto i vecchi pregiudizi – che lo consideravano come una pratica esclusiva ed elitaria – fossero errati e totalmente anacronistici; è infatti una disciplina che può essere praticata da tutti, senza nessuna distinzione socio-economica, anagrafica o di gender. I dati parlano chiaro: le attrezzature necessarie per accostarsi al golf hanno un costo del tutto accessibile, che rende questo sport paragonabile allo sci o al tennis, sport ormai divenuti pressoché trasversali e non più elitari.

Anche i portatori di handicap possono giocare, purché supportati da precisi strumenti realizzati ad hoc; anche i “non più giovanissimi” possono cimentarsi nella pratica golfistica, che anzi – grazie a tranquille passeggiate – può aiutarli nel mantenersi in attività, con tutti i benefici conseguenti; il golf – grazie a sistemi di apprendimento quali ad esempio lo SNAG© praticato dai giovanissimi partecipanti al Riviera Summer Camp – può essere praticato anche dai giovanissimi, a partire dai due anni di età, e risulta una vera e propria palestra che allena i più piccoli al confronto e al superamento delle difficoltà.

Moltissime donne hanno deciso di accostarsi al golf con risultati che non hanno nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi…e le vittorie delle tante campionesse a livello internazionale, parlano chiaro!

i love golf donne golfiste

Se tutto ciò non bastasse…esistono particolari competizioni – e il Riviera ne ha appena ospitata una! – in cui il giocatore può farsi accompagnare dal più fedele compagno che ci sia…il cane!

Più trasversale ed inclusivo di così…!

7 È UNO SPORT DEMOCRATICO ED EQUO

Grazie alla presenza dell’elemento dell’handicap, il golf consente di far gareggiare tra loro anche golfisti molto diversi quanto a preparazione ed abilità, livellando le loro diversità e permettendo un confronto armonioso e sinergico tra le varie parti. E ciò lo rende un unicum nell’ambito delle discipline sportive!

8 INVOGLIA A VIAGGIARE

A differenza di altri sport che prevedono un locus di gioco fisso e prestabilito – sia esso un campo da calcio o da tennis – nel golf centrale risulta il tipo di percorso che si affronta durante una competizione o un allenamento, percorso che può essere diversissimo e assumere – indipendentemente dal numero di buche – le connotazioni e le caratteristiche più svariate. Ogni green è diverso dall’altro, il golfista lo sa- e ciò costituisce per lui un ottimo motivo per proporre ai famigliari…vacanze nearest to the green!

9 È UNA PRATICA PERFETTA PER…FARE SQUADRA ANCHE IN UFFICIO

I love golf tecnocasa

Il golf è una attività scelta ormai da tantissime aziende per i propri eventi di teambuilding – frequenti al Riviera Golf – in quanto rafforza i legami all’interno di un team ed azzera le gerarchie interne, permettendo di trascorrere una giornata diversa, lontani dall’ufficio e di ritornarvi ricaricati e più coesi…con tutti i vantaggi per il benessere dell’azienda!

10 È DIVERTENTE

Chiudiamo questo decalogo con il motivo che più di tutti fa del golf uno sport così amato. Milioni di persone lo conoscono, lo vivono e lo amano semplicemente perché…giocare a golf è divertente, piacevole ed entusiasmante: a chi infatti non piacerebbe trascorrere una giornata all’aria aperta, in compagnia, sfidandosi in un gioco che sa essere rilassante ed avvincente, allo stesso tempo?

E quindi, se non lo avete già fatto…vi aspettiamo al Riviera Golf per provare insieme il golf!

Per info: segreteria@rivieragolf.it | 0541 955009

orietta barocci golf al femminile

GOLF “Gentlemen Only Ladies Forbidden”

Quando si parla dell’origine del termine “golf”, alcuni ipotizzano che derivi dall’acronimo “Gentlemen Only Ladies Forbidden”, ovvero “Solo per Gentiluomini, Vietato alle Donne”; certamente si tratta di una falsa ed ironica etimologia che però conserva in sé il riferimento ad una realtà storica, ovvero alla nascita della pratica golfistica come attività preclusa al sesso femminile, divieto rimasto a lungo inalterato: basti pensare che solo nel 2014 lo storico Royal and Ancient Club di Saint Andrews – ritenuto per secoli la “capitale del golf” – ha aperto le porte della memership alle giocatrici, che da allora possono diventare socie a tutti gli effetti: un onore precluso al sesso femminile per oltre 260 anni!

In realtà ben prima di questa data così rappresentativa, molte giocatrici – dotate di grinta e passione che non hanno nulla da invidiare a quelle dei loro colleghi – hanno praticato sul green, dimostrando così il carattere inclusivo e trasversale del golf, che si caratterizza come uno sport praticabile da chiunque, senza alcuna distinzione anagrafica, sociale …o di gender.

Infatti, benché i numeri e le statistiche propendano ancora per una predominanza maschile sul campo, è innegabile che sin dalle origini del golf moderno a giocare ci siano state anche numerose presenze femminili; basti pensare che all’ormai lontano 1893 risalgono sia la nascita della Ladies Golf Union (tra giocatrici dilettanti provenienti da Irlanda e Gran Bretagna), sia il primo Ladies’ British Amateur Championship, che fu disputato presso il Royal Lytham & St. Anne’s.

golf femminile

Altra data storica per quanto concerne il rapporto tra il golf e le donne, è il 1950 quando si costituisce la Ladies Pga of America, formata dalle giocatrici professioniste statunitensi ed emblema dell’affermazione femminile nel panorama sportivo golfistico. In Europa il golf femminile professionistico si afferma invece più recentemente, quando – verso la fine degli anni ’70 – si costituisce in Gran Bretagna la prima organizzazione di giocatrici “pro” che porta poco dopo alla creazione di una versione europea e di un vero e proprio circuito di gare (chiamato dal 2000 “Ladies European Tour”).

Anche nel circuito golfistico femminile esistono poi i Major, i tornei più attesi e prestigiosi: dal 1950 lo Us Open, dal 1955 lo Us Pga Championship, dal 1979 il British Open, seguiti poi da quello nato nel 1983 e dall’Evian Masters dal 2013.

Nonostante le diverse associazioni di giocatrici e le gare ad esse connesse, esiste ancora un notevole divario tra il golf maschile e quello femminile: basti pensare che – per quanto riguarda i montepremi in palio – se tra gli uomini il rapporto tra il tour americano e quello europeo è nell’ordine di due a uno (circa 320 milioni di dollari previsti negli USA contro i circa 185 in palio in Europa), nel contesto femminile tale gap è ancora più ampio, aggirandosi ad un rapporto intorno al quattro a uno per quanto concerne il premio economico, ma anche per quanto riguarda il numero di tornei che si disputano in ogni stagione (30 negli Stati Uniti e solo una ventina circa nell’antica Europa!).

Il golf e le donne. Una giocatrice da 2.8 milioni di dollari.

golfiste donne

Comunque, le competizioni femminili della Lpga statunitensi generano un grande interesse in termini di pubblico, audience e sponsor: lo conferma la campionessa Lydia Ko – neozelandese di origine coreana diventata la numero uno al mondo all’età di soli 17 anni e nove mesi – che nel 2015 ha guadagnato oltre 2.8 milioni di dollari, rispetto ai “soli” 350 mila dollari della miglior giocatrice europea.

Il successo in termini di interesse ottenuto dalle gare femminili ha avuto come positiva conseguenza una generale apertura nei confronti del golf rosa da parte di diversi organi di controllo ed associazioni, uno fra tutti lo storico Royal and Ancient Club di Saint Andrews che dal 2017 ha acconsentito ad aumentare i finanziamenti per le competizioni femminili (Ladies European Tour ed il LET Access Series), dimostrando una proficua apertura verso il panorama golfistico delle donne.

Il golf e le donne … e i bambini.

Il carattere inclusivo del golf ed il suo riflettersi sul mondo femminile ha poi – si è visto – una positiva ricaduta anche sul target più giovani: una recente ricerca effettuata da Syngenta, dimostra infatti come l’incremento della partecipazione femminile sul green favorisca, conseguentemente, l’avvicinarsi al golf da parte delle fasce più giovani. In particolare, rispetto ai “colleghi” maschi, le donne sono disposte a portare in campo con sé i figli nel 38% in più dei casi rispetto agli uomini, e, quindi, 1000 nuove madri giocatrici possono tradursi in ben 720 potenziali praticanti giovanissimi rispetto ad uno stesso numero di nuovi giocatori di sesso maschile! Ne consegue la necessità di incentivare il coinvolgimento femminile per estendere il target di potenziali giocatori.

Il golf e le donne. Ecco le più famose.

Per quanto concerne i nomi, tante le giocatrici con una carriera di tutto rispetto: oltre alla già citata Lydia Ko, impossibile non citare, solo per fare qualche nome, Suzann Pettersen, Stacy Lewis, So Yeon Ryu, Ariya Jutanugarn, Lexi Thopson, Beatriz Recari, Anna Nordqvist; in Italia spiccano Virginia Elena Carta, Giulia Molinaro, Carlotta Ricolfi, Bianca Fabrizio, Alessia Nobilio, Emilie Paltrinieri, Angelica Moresco.

All’interno dei singoli golf club, sono ormai notevoli i numeri delle tesserate donne.

Il golf e le donne al Riviera Golf.

orietta barocci golf al femminile

Presso il nostro campo l’interesse femminile verso il mondo del golf trova conferma nelle circa trenta socie, che ogni giorno ci scelgono per esercitarsi, sfidarsi e godere delle straordinarie bellezze del territorio in cui il Riviera Golf è inserito.

Tra le giocatrici più forti, impossibile non pensare alla cattolichina Orietta Barocci che – solo per citare le ultime gare – si è distinta nel Trofeo Lexus Day Car dello scorso 14 maggio (nell’ambito del quale ha conquistato il Longest Drive femminile), nel Bmw Golf Cup International dello scorso 11 giugno ove ha prevalso nella classifica lorda femminile, nel Golf and Food Cup di domenica 18 giugno ove ha vinto il Primo Lady e nella Dreamcars Mercedes Benz, gara stableford svoltasi domenica 25 giugno.

Ci auguriamo che nel prossimo futuro le associazioni, gli sponsor, i finanziamenti decidano di accordar sempre maggior fiducia al mondo del golf femminile e permettano di superare gli antichi pregiudizi che attualmente risultano anacronistici e del tutto immotivati.

Le golfiste ci sono e sanno offrire uno spettacolo intenso, paragonabile a quello dei loro colleghi: “carta canta”.

Vieni a giocare a golf con noi!

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film sul golf

CIAK…SI GIRA…SUL GREEN!

Il cinema, la meravigliosa invenzione capace di illuminare qualsiasi volto e di indagare ogni più recondito aspetto della vita umana, un’arte visionaria e quasi magica che dal lontano 1895 riesce a toccare l’animo umano e narrarne le gesta, i sogni e le passioni.

Oggi pensiamo ad un target particolare di golfista, quello appassionato anche di…cinema!

Ci siamo chiesti se ed in che modo i registi abbiamo deciso di accostarsi al mondo del golf – mettendo in luce protagonisti legati a questa coinvolgente passione – e abbiamo scoperto che esistono numerose pellicole incentrate sul nostro amato green. Vediamone qualcuna.

Lo Sport più distensivo del mondo (Hanna e Barbera, 1945)

Prodotto durante la seconda guerra mondiale, è il ventesimo cortometraggio animato della leggendaria coppia Tom e Jerry. Anche in questo caso la storia verte sulla consueta lotta fra il gatto – che in questo caso cerca di impegnarsi nel suo nuovo travolgente amore per il golf – ed il topo – che non fa altro che distrarlo e infastidirlo. Come finirà?

Follow the sun (S. Lanfield, 1951)

film sul golf

Film incentrato sulla vita e l’amore della leggenda del golf Ben Hogan.

Lui e Lei (G. Cukor, 1953)

K. Hepburne è una giovane e bella campionessa di golf fidanzata con un insegnante spocchioso e costantemente impegnato nel tentativo di sminuirla. Tutto cambierà con l’arrivo di un nuovo allenatore, impersonato magistralmente da Spencer Tracy, che movimenterà l’andamento di questa riuscitissima commedia sentimentale.

Palla da Golf (H. Ramis, 1980)

Divertente commedia che racconta di un giovane caddy alle prese tra la fidanzata, un eccentrico miliardario e un giardiniere paranoico, magistralmente impersonato da Bill Murray ed alle prese con…una marmotta.

Un tipo imprevedibile (D.Dugan, 1996)

film sul golf

Un ex giocatore di hockey su ghiaccio – impersonato da Adam Sandler, re della comicità targata USA – decide di tentare una nuova strada, avvicinandosi al golf, ma non ha calcolato che questa nuova avventura lo porterà a confrontarsi con un avversario tutt’altro che debole. Divertente commedia ricca di colpi di scena.

Tin Cup (R.Shelton, 1996)

Kevin Costner è un promettente campione di golf che dal campetto scalcinato dove insegna arriverà a confrontarsi con i grandi giocatori in occasione del prestigioso US Open. Ma la sua indole tutt’altro che mite rischierà di far sfumare il suo sogno di gloria.

La Leggenda di Bagger Vance (R.Redford, 2000)

film sul golf

Tratto dall’omonimo romanzo di Steven Pressfield, il film narra il profondo e travagliato rapporto tra un misterioso caddie (impersonato da Will Smith) e un tormentato ex campione (interpretato da Matt Damon).

A Gentleman’s game (J.Mills Goodloe, 2001)

Un ragazzo appassionato di golf riesce a scalare la strada verso il successo, arrivando a varcare le soglie di un prestigioso ed esclusivo club. Scoprirà ben presto che si tratta di una realtà fatta non solo di…gentlemen.

Bobby Jones genio del golf (R.Herrington, 2004)

La pellicola narra la storia dell’intramontabile Robert Tyre Jones Jr, dall’infanzia vissuta in Georgia, ai primi tornei fino al celebre Slam del 1930 cui seguirà il ritiro a soli 28 anni.

Il più bel gioco della mia vita (B.Paxton, 2005)

film sul golf

Riuscitissimo ed emozionante film incentrato sulla figura di Francis Ouimet, giovane e squattrinato golfista che riuscì a conquistare gli U.S.Open del 1913, pur essendo all’esordio della sua carriera.

Tommy’s honour (2016, J.Connery)

film sul golf

Sean Conery ha trasmesso al figlio Jason, promettente regista, la passione per il golf, e tutto ciò si è tradotto in questo bellissimo film ambientato negli anni 80 e 90 del 1800, che racconta la storia di Tom e Jimmy Morris, “fondatori” del golf moderno. Il golf fa da sfondo alla narrazione incentrata sul rapporto, profondo e travagliato, tra i due personaggi: Tom Morris – nato nel 1821 a St. Andrews – che mosse i primi passi come caddie ed esperto greenkeper, per poi diventare un grandissimo golfista (guadagnò la vittoria dell’Open Championship per ben 4 volte!); e il figlio Tom, primo campione a conquistare il podio dell’Open Championship per 4 anni consecutivi, e rappresentante di una nuova era e di una nuova concezione del golf: mentre il padre infatti era un conservatore che accettava il sistema per cui i ricchi scommettevano sui golfisti e – in caso di vincita- tenevano per sé il grosso del ricavato, il figlio si opponeva a questa logica, pretendendo paghe più oneste e rispettose del ruolo dei giocatori.

Hai visto uno o più di uno tra questi film sul golf? Quale tra questi consiglieresti?

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Il caddie: molto più di un portaborse.

Il caddie (o caddy) – così pensano i neofiti del golf – è l’addetto al trasporto della sacca dei giocatori sui campi da golf, l’uomo di fatica al servizio del golfista. In realtà il ruolo del caddie è assai più ampio, importante e sfaccettato.

Ma quale è la genesi storica di questa figura così centrale all’interno della pratica golfistica?

In origine le partite di golf non venivano disputate su veri e propri percorsi, bensì all’interno di parchi pubblici nei quali i giocatori si muovevano in mezzo a tante altre persone impegnate in attività diverse. In quel contesto ormai lontano nacque la figura del caddie, che coincideva con la persona incaricata di creare veri e propri “varchi” ai giocatori, garantendo così un gioco sicuro anche per chi si trovava a passeggiare nei pressi di una zona di gara.

In seguito, dato l’elevato costo che avevano inizialmente le palline utilizzate durante il gioco (erano infatti oggetti di complessa e onerosa costruzione, capaci di deteriorarsi velocemente in caso di sosta prolungata in zone del campo molto umide), il caddie divenne “fore Caddie” (fore=avanti) ebbe il compito di anticipare il gruppo di giocatori ed individuare la probabile area di ricadute delle palline stesse, al fine di recuperarle velocemente.

ruolo del caddie

Il caddie, un prezioso consigliere.

Attualmente, il caddie riveste un ruolo di fondamentale importanza, soprattutto a livello professionistico, in quanto richiede l’instaurazione di un solido rapporto con il giocatore: egli è sì addetto alla preparazione e al trasporto delle mazze, ma tra i suoi compiti decisivo è anche quello di consigliare il giocatore sulla migliore strategia da seguire in ogni situazione di gioco.

Ne consegue che un caddy, per essere davvero preparato, deve conoscere  il campo perfettamente ed il percorso che dovrà affrontare insieme al suo assistito, le mappe, le caratteristiche e le distanze di ogni buca; deve inoltre saper valutare quale supporto dare al giocatore in base alle diverse condizioni atmosferiche che possono presentarsi durante una gara.

Il caddie deve inoltre conoscere il golfista che segue, comprenderne i bisogni e le necessità, sì da consigliarlo al meglio e potergli garantire un’assistenza proficua, sia dal punto di vista dell’incoraggiamento necessario in alcune situazioni – ogni golfista spera di incontrare un caddie partecipe delle sue vittorie e/o sconfitte! – sia dal punto di vista tecnico, allorquando sia necessario, da parte del caddie, un suggerimento relativamente al bastone da utilizzare o all’angolo di tiro migliore.

Egli è quindi in primis un buon giocatore di golf (molti grandi golfisti hanno iniziato a praticare ricoprendo proprio questo delicatissimo ruolo!), capace di contribuire alle decisioni strategiche e in possesso di tutte le conoscenze tecniche atte ad assistere proficuamente il golfista che accompagna e supporta.

Naturalmente, uno dei suoi compiti principali resta la preparazione della sacca da golf, che – oltre ai ferri preferiti dal giocatore – deve contenere, numerosi altri oggetti utili durante il gioco (soprattutto a livello professionistico): palline, le mappe delle buche, guanti di scorta, il kit di pronto soccorso, un misuratore di distanze ed eventualmente altri elementi necessari.

ruolo del caddy

Il caddie e il giocatore professionista.

Per quanto concerne il golf professionistico, ogni giocatore secondo il regolamento può avere un solo caddie, che retribuirà a proprie spese in base ad una percentuale sui premi vinti: generalmente, questa percentuale è del 5% se il giocatore assistito ha superato in un torneo il taglio, del 7% per un piazzamento tra i primi 10 vincitori, e del 10% in caso di vittoria della gara. Naturalmente il caddy percepisce anche uno stipendio indipendente dalle prestazioni del suo assistito, i cui risultati costituiscono quindi per lui un bonus extra.

Il ruolo del caddie può essere in qualche modo paragonato a quello – altrettanto importante – del navigatore per il pilota di rally: come quest’ultimo infatti, il caddy gioca un ruolo fondamentale nell’ambito di una partita ed è così fondamentale per il golfista che spesso, una volta trovato il “consigliere” giusto con il quale instaurare un rapporto di fiducia e di feeling, non lo lascia più!

Un caddie è (a volte) per sempre.